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mercoledì 1 maggio 2013

L'impianto a biomasse a Bertiolo produce oltre 1 milione euro l'anno

centrale a biogas Greenway in funzione a Bertiolo (Udine)
Fotovoltaico in Sardegna- Vale oltre 1 milione di euro la ricaduta sul Pil locale della centrale a biogas Greenway in funzione a Bertiolo (Udine). A tracciare un bilancio del primo “esercizio” dell’impianto a biomasse è Marco Tam, presidente di Greenway Agricola a r.l, la società che riunisce dieci imprese agricole che, con la partecipazione al capitale di Friuladria impresa&finanza del Gruppo Cariparma – Crédit Agricole e lo studio Catullo & Partners di Treviso nel ruolo di advisor, hanno realizzato la centrale a biogas  «La crisi che ha investito il settore agricolo ha posto molti imprenditori di fronte alla necessità di ripensare un’attività da tempo in balia delle fluttuazioni delle commodities –spiega Tam–. Per riacquistare competitività senza cambiare pelle, abbiamo scelto di diversificare il nostro modello di produzione sfruttando le opportunità aperte dalle fonti di energia rinnovabile. I risultati del primo anno ci danno ragione. La ricchezza che produciamo qui, qui rimane in perfetta coerenza con la filosofia della filiera corta: oltre alla cessione di energia elettrica prodotta alla rete si è creato un indotto importante per un territorio di piccoli paesi con poche migliaia di abitanti che si sono sempre basati sull’attività agricola e che quindi avvertono da tempo le difficoltà del settore».

La centrale a biogas, della potenza di un Megawatt e che produce 8500 MwH l’anno, è infatti alimentata da una filiera autoctona costituita da una quindicina di imprese agricole che producono, su circa 300 ettari di terreno, tutta la biomassa (colture erbacee) necessaria. Se si può quantificare in un numero oscillante, in relazione alle stagioni, fra le trenta e le trentacinque unità le persone che le aziende agricole destinano al lavoro per la centrale a biogas  bisogna aggiungere l’effetto indotto sull’economia locale per l’acquisto di attrezzature e macchinari agricoli e detrarre la riduzione delle spese per i concimi chimici. La centrale a biogas  infatti, produce del digestato, quindi materiale organico che va a concimare i terreni “produttori” migliorandone la qualità. Da non dimenticare, poi, i benefici ambientali: relativamente al funzionamento della centrale le oltre 1800 tonnellate equivalenti di petrolio risparmiate sulla produzione elettrica e, in termini di traffico, la ridotta movimentazione di camion dall’esterno per il fabbisogno di concime dei terreni...continua a leggere

Fonte: rinnovabili.it

martedì 17 luglio 2012

FER elettriche: un provvedimento che non trova il favore dell’Anci

Bernocchi: “le richieste dell’Associazione non hanno trovato un riscontro da parte del Governo nemmeno nel riconoscimento come sottoprodotto delle biomasse da filiera forestale”


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari

Lo spazio mediatico che è riuscito ad accaparrarsi in queste settimane il V Conto Energia va giustamente diviso con l’altro grande decreto ministeriale che disciplina gli incentivi alle rinnovabili. In questi giorni si è infatti deciso anche il destino delle FER elettriche e del nuovo sistema tariffario che accompagnerà le tecnologie differenti dal fotovoltaico per i prossimi anni. Un provvedimento che non trova il favore dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, oggi quanto mai delusa di non ritrovare nel testo le proposte presentate al Governo in Conferenza Unificata. 

Se soddisfano da una parte le modifiche apportate al V Conto Energia, dall’altra – spiega Filippo Bernocchi, Delegato ANCI alle politiche energetiche – le richieste sono state“totalmente inascoltate”; in altre parole nel Decreto ministeriale sulle FER elettriche non vi è nessuna maggiore valorizzazione delle risorse territoriali “attraverso un supporto specifico per le biomasse da filiera forestale per le quali si richiedeva una soglia di 300 kW per l’accesso diretto agli incentivi statali, purché in abbinamento con cogenerazione e trasporto di calore ad un’utenza dedicata pubblica o di pubblico interesse”.

Ricordiamo che le principali novità introdotte nella versione definitiva del provvedimento sono l’incremento del monte incentivi complessivo di 300 milioni di euro all’anno (complessivamente 5,8 miliardi di euro all’anno) e la progressiva transizione dal meccanismo dei Certificati Verdi al nuovo regime per gli impianti che entrano in esercizio entro il 30 aprile 2013 (30 giugno 2013 per quelli alimentati da rifiuti)....continua a leggere

giovedì 12 luglio 2012

Cresce in Italia il rinnovabile nonostante il futuro incerto


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari

Nonostante le incertezze normative la produzione di energia elettrica da fotovoltaico in Italia sta dando buoni risultati. Secondo il rapporto di Terna, il gestore della rete elettrica, la produzione dei primi sei mesi del 2012 ha raggiunto quella di tutto il 2011. Prodotti da gennaio 9.254 GWh mentre per tutto lo scorso anno si era arrivati a 9.258 GWh. Guardando i consumi elettrici del mese di giugno, sempre rispetto allo scorso anno, si nota un aumento generalizzato della produzione da energie rinnovabili, che passano dal 19% al 24% e un sorpasso, tra queste, del fotovoltaico e dell'eolico sul più tradizionale idroelettrico. Va anche detto che questi dati vanno incrociati con i dati climatici, ossia sicuramente lo scorso anno ha avuto maggiori precipitazioni, favorendo l'idroelettrico, mentre attualmente il fotovoltaico è favorito da una maggiore insolazione. Interessante notare che per quanto riguarda la dipendenza dall'estero importiamo ancora circa il 12% dell'energia, stesso dato sostanziale dello scorso anno. Le nuove produzioni vanno quindi a sostituire le fonti tradizionali.

Questo quando finalmente sono stati firmati i decreti sulle energie rinnovabili dai ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell'Ambiente Corrado Clini e dell'Agricoltura Mario Catania. Definiscono i nuovi incentivi statali per l'energia solare (V conto energia) e per le altre fonti (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse e biogas). L'obbiettivo del Governo è quello di ridurre la spesa nel settore degli incentivi statali e allo stesso tempo favorire il settore. Ma per le associazioni di settore si tratta di un duro colpo allo sviluppo delle energie rinnovabili, nonostante i miglioramenti apportati negli ultimi mesi dal Governo i provvedimenti rimangono insoddisfacenti.

Tra le voci critiche il senatore Francesco Ferrante, responsabile Pd per i cambiamenti climatici: "Il legno storto non si raddrizza: questi decreti, anche se contengono singoli elementi positivi, erano nati male e si sono conclusi male. La verità è che questo governo ha deciso di non sostenere il settore delle energie rinnovabili abbandonandolo a metà strada: un pessimo segnale per lo sviluppo del paese". Sulla stessa linea l'Anev, l'associazione dei produttori di eolico: "Il governo ha varato i decreti che mettono il settore in ginocchio.

In questo modo si impedisce la nascita di un mercato veramente concorrenziale, si fa salire il prezzo dell'energia e si mettono a rischio decine di migliaia di posti di lavoro". e a concludere la dichiarazione di Massimo Sapienza, del movimento Sos Rinnovabili: "Ha vinto la burocrazia: il che vuol dire che aumenteranno i costi per i produttori e per i cittadini. E' paradossale che mentre si continua a parlare di tagli alle spese superflue se ne aggiungano altre rendendo obbligatori registri perfettamente inutili...continua a leggere

lunedì 9 luglio 2012

Decreto Rinnovabili: le novità per geotermico, eolico e biomasse


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari
Il nuovo regime - si legge in una nota del Ministero dello Sviluppo Economico - permetterà di raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e con forti ricadute sull’economia italiana tale da ridurre l’impatto sulle bollette di cittadini e imprese.

IL FOTOVOLTAICO
Del V Conto Energia per il fotovoltaico abbiamo ampiamente dato conto venerdì scorso, illustrando tutti i contenuti: le risorse stanziate, gli impianti incentivati, le procedure per accedere agli incentivi statali.

LE ALTRE RINNOVABILI ELETTRICHE
Il Decreto per le altre energie rinnovabili elettriche entrerà in vigore il 1° gennaio 2013 e si applicherà agli impianti da fonte idroelettrica, geotermica, eolica, da biomasse e biogas con potenza non inferiore a 1 kW. Il costo indicativo annuo degli incentivi statali è fissato a 5,8 miliardi euro. 

Per tutelare gli investimenti in corso, è previsto un periodo transitorio di 4 mesi: per gli impianti che entrano in esercizio entro il 30 aprile 2013 e, solo per gli impianti alimentati da rifiuti, entro il 30 giugno 2013, si potrà optare per un meccanismo di incentivazione alternativo a quello definito dal nuovo DM. Gli stessi termini valgono per gli impianti situati nei comuni dell’Emilia colpiti dal sisma e che hanno un titolo autorizzativo antecedente al 20 maggio 2012. 

Gli impianti potranno accedere agli incentivi con tre modalità:
- direttamente;
- attraverso l’iscrizione agli appositi registri;
- attraverso aste al ribasso. 

Accedono direttamente all’incentivo: gli impianti eolici e alimentati da fonte oceanica di potenza fino a 60 kW; gli impianti idroelettrici di potenza nominale fino a 50 kW (soglia elevata a 250 kW per impianti particolari, ed esempio realizzati su canali); gli impianti alimentati a biomassa di potenza fino a 200 kW e gli impianti alimentati a biogas di potenza fino a 100 kW; gli impianti di riconversione del settore bieticolo-saccarifero; gli impianti eolici, idroelettrici a da biomassa realizzati con procedure ad evidenza pubblica da Amministrazioni pubbliche, con potenza fino al doppio di quella suindicata.

Accedono agli incentivi statali previa iscrizione in appositi registri, gli impianti di potenza al di sotto della soglia di 5 MW, ad eccezione dell’idroelettrico per cui è stata fissata una soglia di 10 MW e del geotermoelettrico la cui soglia è 20 MW. Per il periodo 2013-2015 sono stati fissati i contingenti di potenza da assegnare: ad esempio, per l’eolico onshore sono previsti 60 MW per ciascuno dei 3 anni; per le biomasse 170 MW per il 2013, 160 per il 2014 e altri 160 il 2015....continua a leggere

lunedì 2 luglio 2012

Agroenergie: dalla biomassa e biogas il 45% della produzione verde entro il 2020

Biomasse e biogas possono incrementare il Pil agricolo di 5 punti e accrescere la competitività delle imprese. Lo spiega la Confederazione Italiana agricoltori dal palco della VI Conferenza economica


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari
L’agricoltura italiana può svolgere un ruolo leader nella sfida dettata dal fabbisogno energetico nazionale e dai target europei al 2020. Entro quella data infatti dai campi nostrani potrebbe venire il 45% di tutta la “green energy” prodotta sul territorio, risparmiando così fino a 20 miliardi di euro in termini di costi e, soprattutto, 240 milioni di tonnellate di CO2 all’atmosfera. Le previsioni sono quelle della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) che in occasione della VI Conferenza economica ha presentato un nuovo rapporto sulle opportunità delle agroenergie italiane. “Biomasse e biogas insieme hanno i numeri e il potenziale per diventare una fonte strategica per la nuova politica energetica nazionale – ha spiegato la Cia – ma rappresentano anche un’opportunità di reddito integrativa per le aziende agricole, in grado di far crescere il Pil del settore di almeno 5 punti. Ma soprattutto puntare sulle agroenergie vorrebbe dire abbassare i costi della bolletta energetica e dei carburanti e ridurre le emissioni di anidride carbonica. Un aiuto per le imprese, ma anche un vantaggio per tutti”.

A pesare sulla fattura elettrica degli italiani ancora oggi è quell’85 per cento di energia importata che fa “perdere” ai consumatori 60 miliardi di euro l’anno per l’acquisto di petrolio e gas. E se è vero che da un lato la situazione ci accomuna a molti dei ventisette paesi dell’Unione, dall’altro c’è da prendere in considerazione che il Belpaese possiede un patrimonio proveniente da campagne e boschi in grado di ridisegnare il volto energetico italiano nei prossimi anni. “In più – ha continuato la Cia – lavorare a una filiera energetica “green” tutta italiana favorirebbe l’occupazione, in particolare quella giovanile. Secondo uno studio recente dell’Università Bocconi, se l’Italia riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Europa per il 2020, l’industria energetica verde avrà creato nel Belpaese ben 250 mila posti di lavoro, di cui presumibilmente più di 100 mila lavoreranno nel settore delle biomasse”. Ma per ottenere i vantaggi prospettati devono essere risolti una serie “mancanze”, a partire dall’attuazione di un sistema incentivante che premi qualità e quantità e di politiche mirate dirette a una maggiore integrazione con il “food” che deve rimanere la vera vocazione dell’azienda agricola....continua a leggere

Biomassa: a Trento l'impianto di teleriscaldamento a biomassa

Situata a Primiero, la nuova struttura avrà una potenza complessiva di 25,5 GW, sviluppata da caldaie a biomassa legnosa. Per una valle sempre più 'green'


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari
Dopo soli due anni di lavori, è stato consegnato ufficialmente al territorio l'impianto di teleriscaldamento a biomassa di Primiero, in provincia di Trento.

Con una potenza complessiva di 25,5 GW, sviluppata quasi esclusivamente da caldaie a biomassa legnosa, l'impianto fornirà energia termica (calore) agli edifici del fondovalle di Primiero (Siror, Tonadico, Transacqua, Fiera di Primiero, Mezzano ed Imer) lungo una rete di tubazioni di circa 30 chilometri. Il risultato ambientale per il territorio si traduce in un risparmio energetico di 4,7 milioni di litri di gasolio all'annoe notevoli miglioramenti nelle emissioni in atmosfera. Il risultato sociale si concretizza in un risparmio energetico per i cittadini ed un servizio versatile e di qualità.

Il progetto si colloca tra gli obiettivi che il Primiero si è dato per diventare una valle sempre più indipendente dal petrolio e orientata all'ambiente ed alla sostenibilità: una connotazione fondamentale per l'immagine turistica che il territorio vuole dare di sé. 'Primiero Green Way' è infatti il nuovo marchio, lo strumento operativo ed il contenitore concettuale condiviso dai maggiori enti ed attori locali che racchiude questo progetto e tanti altri che in futuro lo affiancheranno con l'obiettivo di far del Primiero-Vanoi un territorio di eccellenza nel campo ambientale, delle energie rinnovabili e della sostenibilità. 

L'impianto a biomassa

L'impianto di teleriscaldamento a biomassa di Primiero è il più grande impianto a biomassa del Trentino e, unitamente alla produzione termica, vanta anche una produzione di energia elettrica ottenuta mediante cogenerazione (produzione combinata di calore ed energia) di circa 5 milioni di chilowattora annui. L'idea progettuale e la sua concretizzazione è stata coordinata e gestita da Acsm S.p.A., l'ex municipalizzata che vanta una centenaria esperienza nel campo dell'energia e dei servizi....continua a leggere

giovedì 28 giugno 2012

Quinto Conto Energia: le proposte delle Regioni potrebbero essere accolte


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari
V Conto Energia. Manca poco, il nuovo decreto con gli incentivi statali al fotovoltaico sta per diventare legge. Il ministro Passera assicura che le proposte delle Regioni sono state tenute in considerazione, ma sullo slittamento continuo dei tempi qualcuno perde la pazienza.

Siamo in attesa del testo ufficiale del V Conto Energia e, negli ultimi giorni, a sollevare una nuova ondata di malcontento generale ci ha pensato la voce di una serie di incomprensioni tra i ministri Corrado Passera e Corrado Clini che avrebbe causato lo stallo totale dopo la Conferenza Unificata.

Resta il fatto che in quell'occasione sono state poste sotto il loro sguardo tutte le proposte di modifica da parte delle Regioni e che ora si cerca di capire se e quali di queste verranno accolte.

Il ministro dello Sviluppo Economico ha parlato nel corso di un'audizione alla commissione Ambiente della Camera sottolineando alcuni punti fermi: "Ci aspettiamo che il V Conto Energia  garantisca livelli di potenza annua installata elevati, puntando ad esempio a rimanere sul fotovoltaico tra i primi mercati mondiali con circa 2.000 MW installati all'anno - ha precisato - Abbiamo valutato ed accettato molte delle modifiche richieste dalla Conferenza unificata, dal Parlamento, dall'Autorità per l'energia e dalle associazioni di categoria, richieste che contribuiscono a migliorare l'applicazione dei decreti".

La promessa è stata anche quella di "maggiore flessibilità nella definizione delle soglie oltre le quali scatta il meccanismo dell'iscrizione al registro", il che lascia ben sperare associazioni, imprese e Regioni, nonché lo stesso ministro dell'Ambiente Clini, visto che pare proprio fosse questo punto quello ad aver creato una certa tensione con il suo omologo al mse.

Sarebbero, secondo quanto affermato da Passera, esenti dall'obbligo di iscrizione al registro gli impianti innovativi, il fotovoltaico a concentrazione, gli impianti in sostituzione di coperture in amianto, quelli degli enti pubblici e quelli realizzati nelle zone terremotate dell'Emilia. 

Inoltre, se il nuovo piano energetico nazionale vedrà la luce quest'estate, mancherebbe qualche settimana per il varo dei decreti sulle altre energie rinnovabili come geotermico e biomasse....continua a leggere

domenica 10 giugno 2012

Quinto Conto Energia: Ministro Catania soddisfatto dell'esito della Conferenza Unificata


-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
Le posizioni degli enti locali e del Governo sugli incentivi alle rinnovabili e agli incentivi al fotovoltaico sono ancora lontane ma, inspiegabilmente, le due parti mandano segnali distensivi e si scambiano complimenti. Succede anche questo quando si tratta di limare due decreti, quello per le energie rinnovabili elettriche e quello sul Quinto Conto Energia, difendendo il singolo euro in più o in meno.

Partiamo dalle energie rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. Le richieste “imprescindibili” delle Regioni e degli altri enti locali, descritte documenti in mano da QualEnergia, sono chiare: innanzitutto si deve mantenere un tetto massimo incentivabile di 6 miliardi di euro, contro i 5,5 proposti dal Governo, poi si devono aumentare i contingenti annuali dei registri e delle aste pubbliche.

Per l’eolico le Regioni chiedono di aumentare i contingenti da 50 a 100 MW per il periodo 2013-2015, per le biomasse da 145 MW a 200. Riguardo alle aste, invece, si chiede di portare il limite da 500 a 600 MW per l’eolico e da 95 a 120 MW per le biomasse. In ogni caso la soglia che fa scattare le aste resta quella dei 5 MW, ma le Regioni chiedono diverse eccezioni:

  • 3 MW per l’idroelettrico;
  • 20 MW per il geotermico;
  • 20 MW per l’eolico.

E’ abbastanza chiaro, quindi, che le differenze tra quanto chiedono le Regioni e quanto offre il Governo non siano affatto poche, né piccole. Nonostante tutto, però, il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, a nome della Conferenza della Regioni dichiara:

Abbiamo indicato alcune delle questioni che ritenevamo imprescindibili, e siamo convinti che, al di la’ dei problemi di cifre per i quali è possibile che ci sia una qualche resistenza e sui quali riteniamo necessario qualche ulteriore sforzo, si tratta di osservazioni tese a far funzionare meglio il sistema. Per questo l’invito è a ripiegarsi di più sulla materia, per giungere a provvedimenti che non solo siano maggiormente condivisi, ma anche sostanzialmente migliori.

E il ministro dell’Agricoltura Mario Catania, notoriamente sponsor del taglio agli incentivi da quando si è insediato, così risponde:

Esprimo la mia soddisfazione per il parere positivo che la Conferenza Unificata ha rilasciato sul Decreto interministeriale relativo all’incentivazione delle energie rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. Il Governo, dopo aver raccolto le sollecitazioni giunte da istituzioni ed enti locali, ha proposto alcune modifiche da introdurre nel testo del decreto, a cui è subordinato il parere positivo.

In particolare, per quanto concerne il settore agricolo rimangono confermati gli indirizzi verso la promozione dei sottoprodotti delle filiere agricole, agroalimentari, forestali e di comportamenti virtuosi, mediante specifici criteri di accesso ai ‘bonus’, con ricadute di interesse agricolo.

Tali modifiche, che tengono anche conto dei suggerimenti della Commissione UE, lasceranno sostanzialmente inalterata l’impalcatura del provvedimento dal punto di vista degli obiettivi in volumi e delle risorse messe a disposizione.

Delle due una: o il ministro ha rilasciato queste dichiarazioni senza aver letto cosa chiedevano Regioni, Province e Comuni in Conferenza unificata, o non si è reso conto che sarà impossibile accettare le loro “richieste imprescindibili” senza modificare “l’impalcatura del provvedimento dal punto di vista degli obiettivi in volumi e delle risorse messe a disposizione”.

Gli enti locali chiedono di incentivare un numero maggiore di impianti e con più soldi, il ministro si dichiara soddisfatto di poter incentivare meno impianti e con meno soldi. Nessuno, nel frattempo, può sapere cosa ci sarà realmente scritto sul decreto rinnovabili elettriche...continua a leggere

Fonte: greenstyle.it

venerdì 1 giugno 2012

Biomassa: come si può utilizzare?

Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici al 2020 potrebbe raddoppiare (arrivando a 10 Mtep) con un costo 10 volte inferiore a quello previsto per il fotovoltaico. La posizione degli Amici della Terra e di Coldiretti.


-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
Promossa da Coldiretti e Amici della Terra, la prima giornata della Terza Conferenza Nazionale sulle energie rinnovabili termiche è dedicata alla filiera bosco-legno-energia e si intitola significativamente "Custodi del bosco" in relazione al ruolo che il mondo rurale, in particolare le aziende forestali, possono avere in una pianificazione energetica regionale adeguata alle risorse del territorio e rispettosa delle sue caratteristiche. Promuovendo l'utilizzo efficiente della biomassa legnosa si possono conseguire risultati importanti ben oltre il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 come la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco contro gli incendi e a prevenzione di frane e alluvioni, il sostegno al mondo rurale, l'utilizzo di tecnologie e di capacità industriali italiane. 

Nel comparto delle stufe a legna e pellet l'industria italiana ha una posizione di leader mondiale, copre il 90% della domanda sul mercato interno e una quota importante (35%) della produzione nazionale viene esportata. Molto forte è anche la posizione dell'industria italiana nella filiera delle tecnologie per la cogenerazione e il teleriscaldamento da biomassa. Ciò apre spazi importanti per filiere nazionali della biomassa legnosa, settore che vede oggi l'Italia nella posizione di importatore dall'estero di combustibili come il pellet. La diffusione di contratti di filiera corta, che coinvolgano attivamente il mondo delle imprese agricole e forestali, può conseguire un doppio risultato di crescita in tempi di crisi economica....continua a leggere

Fonte: alternativasostenibile.it

Quinto Conto Energia: per ANCI bisogna tutelare gli investimenti


-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

Le energie rinnovabili richiedono investimenti per adeguare la rete elettrica, installare nuova capacità e inserire batterie per accumulare l’energia non immediatamente consumabile. A sostenerlo è l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per bocca di Filippo Bernocchi, delegato dell’associazione alle politiche energetiche e ai rifiuti.

Non è la prima volta che l’ANCI interviene nel dibattito sugli incentivi alle rinnovabili, e in questo caso lo fa per sottolineare la necessità di correttivi al Quinto Conto Energia e al decreto sulle rinnovabili elettriche, precisando che si impegnerà in Conferenza Stato-Regioni per ottenere alcune modifiche:

L’ANCI sta lavorando in sede di Conferenza Unificata per apportare delle migliorie alle proposte di decreti di incentivazione delle  energie rinnovabili  elettriche – spiega Bernocchi – In particolare, il lavoro dell’associazione è concentrato sulla tutela delle decisioni di investimento già avviate.

In particolare, l’associazione dei Comuni chiede che venga riconosciuta la priorità alle installazioni che servono le utenze pubbliche, che venga riconosciuto un criterio di premialità per gli impianti realizzati presso i piccoli Comuni e che sia ripristinato il bonus per la sostituzione dei tetti in amianto:

Sebbene le nostre proposte siano costrette a muoversi all’interno dei pochi spazi lasciati dal Governo- aggiunge il delegato – l’ANCI ritiene inoltre che di più deve essere fatto per sostenere la produzione di energia da biomassa all’interno di sistemi co-generativi alimentati con il legname proveniente dalla gestione dei boschi italiani....continua a leggere

Fonte: greenstyle.it

martedì 15 maggio 2012

Fiper spiega come fare bene il biogas


Fonte: rinnovabili.it    Limitato impiego delle fonti fossili, produzione di energia elettrica rinnovabile e mitigato spargimento dei nitrati zootecnici sui suoli agricoli. In una lettera aperta, il Presidente di FIPER, Walter Righini, risponde alle accuse che il Presidente di Slow Food, Carlo Petrini, ha rivolto al settore del biogas e delle biomasse in un articolo pubblicato su Repubblica e coglie l’occasione per fare il punto della situazione sullo sviluppo di questa filiera in Italia.

Secondo quanto riportato da Righini, la filiera biomassa-energia utilizza sottoprodotti altrimenti inutilizzati e per questo rappresenta una fonte sostenibile di integrazione del reddito per l’agricoltore; per diventare un sistema efficiente, però, non dovrebbe premiare in modo esclusivo, come fa attualmente, la produzione di energia elettrica. Interessante, poi, la valorizzazione del biometano che, immesso nella rete del gas naturale, potrebbe apportare enormi benefici economici e coprire il 10% del fabbisogno nazionale, con una produzione potenziale di 7-8 miliardi di metri cubi. “Non male – ha osservato Righini – per un Paese come il nostro dipendente dal gas russo e magrebino!”....continua a leggere

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

lunedì 26 marzo 2012

Incentivi biomasse: rinviato il termine per il bando

Sono disponibili 100 milioni di euro per i progetti di attivazione, rafforzamento e sostegno della filiera delle biomasse. Le aziende privilegiate saranno quelle delle regioni italiane obiettivo di convergenza.

Fonte: gogreen.virgilio.it:   Il 19 dicembre 2011 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando per le agevolazioni a progetti di attivazione, rafforzamento e sostegno della filiera delle biomasse (in particolare quella corta) da parte del ministero dello Sviluppo Economico.

Il bando si colloca nel contesto del POI Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013, il programma risultato di un lavoro di concertazione tra il ministero dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente, le regioni italiane Obiettivo Convergenza e un partenariato economico e sociale.

Il fondo mette a disposizione di 100 milioni di euro per le aziende del settore delle biomasse; saranno preferite quelle che hanno sede in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e che realizzano impianti di produzione di energia di biomassa, attività di recupero e preparazione per il riciclo, raccolta e trattamento dei rifiuti industriali e commerciali.

A oggi, sono state fatte alcune modifiche al testo iniziale del bando e, proprio per questo, il termine finale per la presentazione delle domande è prorogato al 45° giorno dalla data di pubblicazione del decreto. Ecco i cambiamenti principali:

  • abbassamento della potenza minima, passando da maggiore di 1 MW (elettrico) a maggiore di 0,65 MW (elettrico)
  • è stato rivisto il punteggio della premialità riferita alla quantità di biomassa utilizzata proveniente dalle Regioni obiettivo
  • è stata istituita una sezione distinta per i progetti aventi impianti con potenza inferiore a 1 MW(elettrico)

La domanda dovrà essere presentata utilizzando il sistema informatico Cilea del ministero a cui si può accedere da questo link: Bando biomasse.
Potranno fare richiesta degli incentivi solo società e consorzi che rappresentino l’intera filiera delle biomasse, incluse le cooperative.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

mercoledì 21 marzo 2012

Biomasse: Corrado Passera modifica i finanziamenti agevolati

E’ finalmente possibile presentare le richieste di agevolazione per il bando relativo agli interventi di attivazione di filiere produttive delle biomasse nell’ambito del POI Energie


Fonte: rinnovabili.it:   Lo scorso 13 dicembre 2011 il Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali – ha adottato il bando per interventi di attivazione di filiere produttive delle biomasse. Ben 100 milioni di euro le risorse finanziarie stanziate e disponibili per l’attuazione degli interventi “di attivazione di filiere produttive che integrino obiettivi energetici ed obiettivi di salvaguardia dell’ambiente e dello sviluppo del territorio”; di questi 100 milioni, una quota massima di 70 milioni è stata destinata alla costituzione, presso il Soggetto gestore, di un Fondo rotativo finalizzato all’erogazione degli aiuti nella forma del finanziamento agevolato.

L’iniziativa, che rientra nella linea di attività del POI Energie 2007-2013, parte ufficialmente oggi con l’apertura del sistema informatico Cilea alle domande di agevolazione, ma lo fa con alcuni cambiamenti rispetto alla sua forma originale. Lo scorso 15 marzo il Ministro Passera ha, infatti, firmato il decreto che apporta alcune modifiche al bando riguardanti nel dettaglio:

a) Abbassamento della potenza minima passando da maggiore di 1 MW (elettrico) a maggiore di 0,65 MW (elettrico)

b) Modifica del punteggio della premialità riferita alla quantità di biomassa utilizzata proveniente dalle regioni obiettivo;

c) Istituzione di una sezione distinta per i progetti aventi impianti con potenza inferiore al MW (elettrico) pari a 35 mln di euro;

d) Possibilità per le cooperative di accedere al bando.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-  

venerdì 16 marzo 2012

Energia Pulita: si può ricavare dalle biomasse

Tempo di crisi, la scelta di riciclare tutto ciò che è riciclabile è molto importante e assolutamente rispettosa dal punto di vista ambientale; vi sono diversi modo per farlo e quello di optare per le biomasse è uno dei tanti.



Cosa si intende per biomassa

Quando si parla di biomasse si intende tutto un’insieme di materiali d'origine vegetale e scarti di varia provenienza:

- da attività agricole
- da allevamento
- da industria del legno

Questi vengono riutilizzati in specifiche centrali termiche per produrre energia elettrica. Se vogliano essere ancora più specifici, ecco cosa esattamente viene ricercato per produrre biomasse:
  • legname vario da ardere, comprese le potature
  • residui agricoli e forestali
  • scarti dell'industria agroalimentare
  • reflui degli allevamenti
  • specie vegetali appositamente coltivate per lo scopo

Perché optare per le biomasse?

Scegliere le biomasse come modalità di ricavare dell’energia è molto interessante e diventa per alcune persone un investimento di tipo professionale e lavorativo, permette di eliminare gli scarti prodotti dalle attività agroforestali e, parallelamente, produrre energia elettrica: in questo modo si riduce la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio.
Dalle biomasse si ricava un’energia pulita, poiché dalla loro combustione si libera nell'ambiente la quantità di carbonio assorbita dalle piante durante la loro crescita e una quantità di zolfo e di ossidi di azoto notevolmente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili. 
Attraverso l’applicazione di questo modo si investe in opere di riforestazione in zone anche semidesertiche, andando a recuperare terreni abbandonati, inoltre ciò permette di migliorare la qualità dell'aria che respiriamo, poiché le piante svolgono la funzione di polmone verde del pianeta, riducendo l'inquinamento e l'anidride carbonica nell'aria. 


Quali sono i paesi più propensi all'uso delle biomasse?

Tra i tanti paesi nei quali si sta sviluppando questa scelta economica e ambientale vi è sicuramente la Finlandia, dove la maggior parte degli scarti della lavorazione della carta e del legno dell'industria finlandese vengono trasportati direttamente alle centrali termiche per produrre energia. Ciò evita fastidiosi stoccaggi in discariche, costi insensati, o utilizzo eccessivo di inceneritori.
Solo una precisione: non bisogna confondere la filosofia concettuale della biomassa con quella legata alla termodistruzione dei rifiuti: le biomasse sono solo scarti d'origine vegetale e non rifiuti delle attività umane. A tal fine ha un senso logico pensare che le centrali termiche, dedicate alle biomasse, siano di piccole dimensioni e alimentate preferibilmente con biomasse locali, in questo modo si evita il trasporto da luoghi lontani e quindi un’inutile inquinamento.

E in Italia?

Proprio in questo periodo si è evidenziata una rassicurante e interessante notizia legata alle biomasse: presto il legno delle potature, sia pubbliche sia private, sarà utilizzato obbligatoriamente per legge per produrre energia (come biomassa) e non sarà più considerato un rifiuto. Questo è quanto emergerebbe dalle numerose novità contenute nelle modifiche al Testo Unico Ambientale varate dalla Camera lo scorso 16 febbraio.
Dal punto di vista legislativo l’emendamento all’articolo 185 del Testo Unico Ambientale effettua la seguente sostituzione: all’articolo 185, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e successive modificazioni, le parole da: «per la produzione» fino a: «biomassa» sono sostituite da: «, ivi inclusi in tal caso quelli derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato sempre che soddisfino i requisiti di cui all’articolo 184-bis, per la produzione di energia da tale biomassa, in ogni caso»
Questa è una bella notizia per l’ambiente!

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-  

martedì 6 marzo 2012

Incentivi per le energie rinnovabili: previste modifiche


Dopo l' ANEV anche l' APER scrive al Governo Monti per un rinvio delle modifiche riguardo gli incentivi per le energie rinnovabili: chiede che l’anno di variazione dei finanziamenti statali slitti dal 2013 al 2014. 

 Con il decreto del 28 marzo 2011 (D.Lgs 28/11) venne regolamentata la normativa sul regime degli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, ossia eolico, biomasse, idroelettriche, etc., cui doveva seguire un provvedimento attuativo previsto non oltre il mese di settembre. APER sottolinea il fatto che ancora oggi non sia stato presentato nessun documento al riguardo, impedendo così alle imprese di adeguarsi ai nuovi criteri.

Da qui la richiesta di prolungamento della scadenza prevista per l’attuale regime di incentivazione almeno al 1° gennaio 2014. Una variazione che l’associazione dei produttori di energie rinnovabili giudica:
"Necessaria al fine di ristabilire certezza e fiducia negli investitori dando un tempo sufficiente per portare a compimento le iniziative industriali già intraprese con le precedenti regole e pianificare le future".

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

mercoledì 29 febbraio 2012

Nuovo parco eolico ad Alcamo


Oggi il nuovo parco eolico di Alcamo in provincia di Trapani è stato inaugurato da E.ON. Il parco eolico è formato da 16 aerogeneratori della potenza di 2 MW ciascuno, con una capacità complessiva pari a 32 MW e una produzione annua di 74 GWh, in grado di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di 25.000 famiglie. Il nuovo parco eolico ha creato anche opportunità di lavoro. Alla costruzione del parco, completato in 9 mesi, hanno lavorato oltre 45 ditte in prevalenza locali con l'utilizzo di personale con una media di 80 persone al giorno. Oltre al parco eolico di Alcamo, E.ON ha altri due parchi eolici sull’isola: un impianto a Vizzini, in provincia di Catania, di 24 MW, e un altro parco eolico a Santa Ninfa, in provincia di Trapani, della capacità di 32 MW. La Sicilia, con 88 MW di potenza eolica installata, è la seconda Regione di E.ON in Italia.
Sempre a trapani E.ON gestisce una centrale importantissima per il sistema elettrico nazionale in quanto una volta completato l'ammodernamento, la centrale beneficerà dell’aumento dell’efficienza e della riduzione delle emissioni, fornendo maggiore stabilità alla rete elettrica. 

Intervistato Miguel Antoñanzas, Presidente e Amministratore Delegato di E.ON Italia ha dichiarato: “Proprio l’Italia rappresenta un mercato strategico per il Gruppo E.ON nello sviluppo delle rinnovabili, collocandosi al secondo posto per capacità eolica onshore del nostro Gruppo, subito dopo la Spagna con circa 380 MW in funzione.” 

Al livello globale E.ON, opera nello sviluppo delle rinnovabili in 11 Paesi, in Europa e negli Stati Uniti, con un ampio portafoglio di impianti da fonti eoliche, solari e da biomassa. In quattro anni E.ON ha aumentato la capacità da fonte pulita di oltre 6 volte: da oltre 600 MW di fine 2007 a circa 3,8 GW attuali. E.ON ha investito globalmente in questo settore circa 7 miliardi di euro negli ultimi 5 anni e ulteriori 7 miliardi previsti nelle rinnovabili per i prossimi 5 anni.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

venerdì 24 febbraio 2012

Biomasse: energia per il futuro

La fonte di energia più antica che l'uomo ha usato è stato il legno. Nel tempo è passato in seconda linea,  dal punto di vista dell'utilizzo, del trasporto e della maggiore intensità energetica, facendo strada a fonti fossili più vantaggiose come il petrolio. Ma negli ultimi anni viene di nuovo utilizzato come fonte di energia rinnovabile.
Le biomasse legnose si utilizzano tramite caminetti, caldaie, stufe, e vengono rese utilizzabili tramite macchinari e attrezzature che nel tempo si sono evolute. 
Una delle forme più comode e produttive per utilizzare la biomassa legnosa sono i pellet. Ci sono delle organizzazioni che controllano la provenienza e la qualità così da essere più sicuri di bruciare un prodotto "pulito".
Infine, anche la lavorazione delle biomasse richiede delle procedure di sicurezza. Ci sono da rispettare delle procedure costruttive e di installazione per garantire la piena efficienza e sicurezza. Per questi motivi è necessario e raccomandabile rivolgersi sempre a tecnici esperti e qualificati.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

giovedì 23 febbraio 2012

Energia Alternativa Pulita: esite da oggi!

di Marco Sotgiu

E' sorprendente scoprire che abbiamo la possibilità di utilizzare le fonti naturali per produrre energia.
Guardiamoci attorno, siamo circondati da una carica di energia infinita, il sole accompagna la nascita di ogni nuovo giorno, il vento soffia in ogni angolo del mondo, la terra ci dona le piante e il suo calore e l'acqua è il simbolo di vita. Queste fonti di energia rinnovabile, sono: il sole (fotovoltaico) , il vento (l'eolico), le piante (biomasse) il calore della terra (geotermico) e l'acqua (idroelettrico).
Sono nuove fonti di energia naturale e pulita, sono inesauribili e la cosa incredibile è che sono a disposizione di tutti, GRATIS!
Immaginate che cambiamento può portare nella nostra vita questa sensazionale scoperta: siamo sempre stati abituati a spendere per avere una fonte di energia, generalmente derivanti da fonti fossili e ci siamo abituati a non farne a meno ed a spendere sempre di più per soddisfare e migliorare il nostro benessere. Col tempo ci siamo anche resi conto dei danni che questo meccanismo stava creando al nostro pianeta. E' stata una vera e propria aggressione alla salute della terra, che ha causato inquinamento, eventi catastrofici, creando anche morte e distruzione.
La notizia sensazionale è che possiamo cambiare tutto questo! La soluzione è già nelle nostre mani, alla portata di tutti. Grazie alle energie rinnovabili,  queste fonti naturali  di energia pulita ci danno la possibilità di cambiare il nostro modo di vivere, di migliorarne la qualità ed il benessere.
Ci sono milioni di persone che vivono ancora senza energia elettrica, ora grazie al fotovoltaico, tantissime persone nello Sri Lanka, con una piccolissima spesa hanno potuto cambiare la propria vita. Sono diventati produttori di energia elettrica per alimentare la propria abitazione ed il luogo di lavoro. In Africa vengono realizzati pozzi per l'acqua alimentando le pompe di pescaggio grazie ai pannelli fotovoltaici e viene scaldata l'acqua grazie ai pannelli solari termici. Sono tantissime le testimonianze da tutto il mondo che ci raccontano come l'energia solare sia in grado di portare grandi migliorie alla vita delle persone.
Una scoperta come questa è in grado di cambiare incredibilmente la propria vita. La tecnologia ha migliorato sempre di più la qualità e l'efficienzadei prodotti ed il prezzo è diventato sempre più accessibile. Considerate poi che non dobbiamo più spendere niente per avere la fonte di energia,  quindi nel giro di breve tempo la spesa iniziale è ammortizzata e riusciamo ad avere un impianto a costo zero.
Diventare produttori di energia pulita non è più un sogno, ora è realtà.    
Su  www.ermy.it, il blog di Ermanno Franceschini, potete trovare notizie e aggiornamenti in merito alle sue scoperte sviluppate da lui e dal suo team.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-


statistiche web

lunedì 20 febbraio 2012

Biomasse: le potature diventeranno energia verde per legge

Meno sprechi più energia. Finalmente la camera lo scorso 16 febbraio ha riportato un'importante novità nel Testo Unico Ambientale. Si autorizza, stabilisce il documento, che gli scarti di legno derivanti dalle potature pubbliche o private, sarà utilizzato per produrre energia tramite biomassa.

Grande soddisfzione viene espressa dal presidente della (Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili), Walter Righini:

Dopo un anno di continue sollecitazioni e chiarimenti nei confronti del Ministero dell’Ambiente, riceviamo la notizia con molto entusiasmo e positività.

L’emendamento all’articolo 185 del Testo Unico Ambientale va ad effettuare la seguente sostituzione:

All’articolo 185, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.?152, e successive modificazioni, le parole da: «per la produzione» fino a: «biomassa» sono sostituite dalle seguenti: «, ivi inclusi in tal caso quelli derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato sempreché soddisfino i requisiti di cui all’articolo 184-bis, per la produzione di energia da tale biomassa, in ogni caso».

In ultimo, Walter Righini, ringrazia tutti coloro che partecipato e contribuito a sostenere la questione del riciclo del legno e il suo possibile impiego come fonte rinnovabile:

Ora, continua Righini, aspettiamo la pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale per riattivare da subito la filiera”. facciamo un gorsso ringraziamento a tutte le associazioni ambientaliste, tra cui Amici della Terra che hanno combattuto in prima linea per far riconoscere il principio secondo cui il “legno non è un rifiuto!”.


-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

Plastica ecologica senza petrolio


Come sappiamo da anni la plastica, materiale molto diffuso nel mondo, si ottiene dal petrolio. Ecco perché risulta difficile e anche pericoloso lo smaltimento dei rifiuti plastici in quanto non biodegradabili. Da qui, diversi studi per cercare di trovare una soluzione come per esempio le bioshopper che, dopo il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica in Italia, hanno subito una crescita esponenziale.

In un recente studio pubblicato su Science è emersa una nuova possibilità: creare plastica senza utilizzare nemmeno una goccia di greggio. Il componente principale sarebbe la biomassa che con un nuovo catalizzatore a base di nanoparticelle di ferro, sistemate e separate su nanofibre in carbonio, si trasformano in etilene e propilene, che sono le componenti di base della plastica. Inoltre, grazie alla riduzione della componente ferrosa in nanoparticelle e alla struttura regolare costituita da un’impalcatura in carbonio, i ricercatori dell’Università di Utrecht, Terneuzen e Delft sono riusciti a migliorare il tipo e l'efficienza ( fino ad arrivare al 60%) della reazione chimica, mutando più facilmente la biomassa nelle sostanze che compongono la plastica e senza generare gas inquinanti come il metano. Quindi, si può capire quanto è importante questa scoperta.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-