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martedì 27 agosto 2013

Energie Rinnovabili: entro il 2030 la Cina raddoppierà la propria capacità energetica

Energie Rinnovabili: entro il 2030 la Cina raddoppierà la propria capacità energetica
Fotovoltaico in Sardegna- Entro il 2030 la Cina raddoppierà la propria capacità energetica e oltre la metà dei nuovi impianti sarà a energia rinnovabile, che eroderà la quota di mercato del carbone e attrarrà investimenti per 1.400 miliardi di dollari.

Lo rivela un rapporto di Bloomberg New Energy Finance, secondo cui le emissioni di CO2 generate dal settore energetico cinese potrebbero diminuire entro il 2027.

Nei prossimi 17 anni la Cina aumenterà la propria capacità energetica di 88GW all'anno, per un totale che supera i 1.500GW, compiendo investimenti per 3.900 miliardi di dollari, prevedono gli analisti.

In uno degli scenari ipotizzati le energie rinnovabili, incluse le grandi centrali idroelettriche, costituiranno più della metà dei nuovi impianti. Questo, unito alla crescita del gas, porterà la quota del carbone nel mix energetico cinese dal 67% del 2012 al 44% nel 2030.

In termini assoluti, tuttavia, il carbone continuerà a crescere velocemente fino al 2022 aggiungendo una media di 38GW all'anno, e assestandosi poi sui 10GW annui fino al 2030. Le emissioni di CO2 e i problemi ambientali derivati dal carbone come scarsa qualità dell'aria, proseguono gli esperti, continueranno a peggiorare nei prossimi 10-15 anni...continua a leggere

Fonte: ansa.it

mercoledì 14 agosto 2013

L’Italia entra nella top ten dei consumatori di energia alternativa

L’Italia entra nella top ten dei consumatori di energia alternativa
Fotovoltaico in Sardegna-  Secondo uno studio di EurObserv’ER, il 2012 si è caratterizzato per una media di potenza fotovoltaica per abitante dell’Unione Europea, pari a 136,3 Wp.

In cima alla classifica dei paesi più predisposti all’uso di energia solare, la Germania, con quasi 400 Wp. Seconda in lista, l’Italia con269 Wp.

Ancora secondo EurObserv’ER, la potenza addizionale 2012, ha portato ad una produzione elettrica da FV a 68,1 TWh, ovvero circa il 50,1% in più rispetto al 2011. 

Buone nuove arrivano anche sul fronte del gas. Sono ormai ben avviate le trattative tra Italia e Azerbaijan, per la costruzione del gasdotto Tap. Un condotto che trova origine nelle acque del Mar Caspio, sul lungomare di Baku e la sua fine sulle coste pugliesi, attraversando l’Europa con un condotto di 870 km, per battere la concorrenza nella produzione di gas e petrolio.

Il condotto Trans-Adriatic Pipeline è un successo della diplomazia, prima di Mario Monti e poi di Enrico Letta con il paese azero al fine di trovare un argine al deserto energetico che obbliga l’Italia e rendersi dipendente da altri paesi nonché per ridurre il costo della bolletta elettrica, tra i più alti in Italia. Fenomeno che neppure le liberalizzazioni sulla rete distributiva avviate da Monti è riuscito a contrastare, mancando una reale concorrenza produttiva...continua a leggere

Fonte: wakeupnews.eu

Nuovo impianto per la produzione di energia elettrica a carbone a Fiumesanto

Nuovo impianto per la produzione di energia elettrica a carbone a Fiumesanto
Fotovoltaico in Sardegna- Potrebbe essere realizzato dalla China Environmental Holding Co. Ltd e dalla collegata Nord Sardegna Energia s.r.l. il nuovo impianto per la produzione di energia elettrica a carbone a Fiumesanto, nel nord dell'Isola.

E' quanto prevede l'intesa siglata a Villa Devoto tra la Regione, la Provincia di Sassari, le amministrazioni comunali di Sassari e Porto Torres e appunto la società cinese, particolarmente attiva nel campo delle energie rinnovabili. L'impianto potrebbe sostituire la realizzazione del quinto gruppo della centrale diretta da E.On, che ha preso tempo per definire il progetto.

Entro il 30 settembre la multinazionale presenterà uno studio di fattibilità per la costruzione di una centrale al gruppo di lavoro, costituito ad hoc dai firmatari del protocollo e attivato nell'assessorato dell'Industria per esprimere una valutazione sulla proposta industriale, individuando sinergie, ricadute per le imprese e per il lavoro locale...continua a leggere

Fonte: unionesarda.it

domenica 21 luglio 2013

Nel 2016 le fonti rinnovabili supereranno gas e nucleare

crescono sempre di più le energie rinnovabili
Fotovoltaico in Sardegna- La produzione di energia da idroelettrico, eolico, fonti rinnovabili, solare e altre fonti rinnovabili in tutto il mondo supererà quella proveniente da gas e sarà doppia di quella da fonte nucleare entro il 2016. Questo è quanto afferma l'Agenzia Internazionale dell'Energia (EIA) nel suo secondo Medium-Term Renewable Energy Market Report 2013. 

Secondo il MTRMR, pur in un contesto economico difficile, è previsto un aumento del 40% di energia proveniente da Fer nei prossimi cinque anni. Le fonti rinnovabili sono oggi il settore della generazione di energia in più rapida crescita e costituiranno quasi un quarto del mix energetico globale entro il 2018, contro circa il 20% nel 2011. La quota di fonti non-idro, come eolico, solare, bioenergia e produzione di energia geotermica in totale raddoppierà, raggiungendo l'8% nel 2018, rispetto al 4% del 2011 e appena il 2% del 2006.

"Mentre i costi continuano a scendere, le fonti di energia rinnovabili sono sempre in aumento, specie se confrontate con quelli da combustibili fossi", ha detto il direttore esecutivo dell'AIE Maria van der Hoeven, durante la presentazione del rapporto al Renewable Energy Finance Forum di New York. "Questa è una buona notizia per un sistema energetico globale che ha bisogno di fonti sempre più pulite e più diversificate"....continua a leggere

Fonte: oipamagazine.eu

domenica 14 luglio 2013

Nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia

Fotovoltaico in Sardegna- Nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia: nel mese di giugno (dati Terna) le energie rinnovabili hanno generato il 50,2 per cento dell’elettricità italiana, coprendo il 44,3 per cento della domanda.

In un anno (confrontando giugno 2012 con giugno 2013) la quota delle fonti rinnovabili sulla produzione netta è passata dal 38,2 per cento al 50,2 per cento, mentre i consumi complessivamente sono diminuiti del 6,2 per cento. Mentre fotovoltaico, eolico e idroelettrico fanno registrare livelli record di produzione, la produzione termoelettrica crolla (-22,8 per cento), con impianti a gas e - dato parzialmente inedito - anche a carbone, in netto calo.

I dati di giugno sono peraltro la conferma di una tendenza registrata finora lungo tutto il primo semestre del 2013. Con una produzione in calo del 4,1 per cento, il comparto termoelettrico ha registrato una contrazione del 16,3 per cento mentre idroelettrico (+37,9 per cento), eolico (+31,4 per cento) e fotovoltaico (+15,2 per cento) sono cresciute significativamente, rappresentando il 41 per cento della produzione nazionale (+9,6 per cento rispetto al 2012). Lo scorso 16 giugno hanno coperto il 100 per cento del fabbisogno nazionale, azzerando per due ore il costo dell’elettricità....continua a leggere

Fonte: ilcambiamento.it

martedì 9 luglio 2013

Le fonti rinnovabili abbassano il costo in bolletta

le energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico) fanno abbassare il costo nelle bollette elettriche
Fotovoltaico in Sardegna- Le fonti rinnovabili possono abbassare sensibilmente il costo dell'energia elettrica rendendo più leggere le bollette degli italiani. Lo sostiene
l'Associazione produttori energia rinnovabile (Aper), che il 18 luglio a Milano presenterà uno studio in cui si analizza il rapporto tra la presenza di fonti rinnovabili nel mercato dell'energia elettrica e l'abbassamento del prezzo dell'elettricità.

''Nelle sessioni di Mgp (Mercato del giorno prima), organizzato in Italia secondo il criterio dell'ordine di merito economico e con valorizzazione dell'energia all'offerta marginale, le fonti rinnovabili in generale, ed eolico e fotovoltaico in particolare, che hanno costi marginali di produzione pressoché nulli...continua a leggere

Fonte: ansa.it

giovedì 14 marzo 2013

Energie Rinnovabili: primato per il fotovoltaico installato nell'UE, al secondo posto l'eolico

FOTOVOLTAICO IN SARDEGNA- Ecco come cambia il parco elettrico nell'Unione Europea. Un trend in atto da alcuni anni ormai. In termini di nuova potenza elettrica installata nell’Unione Europa nel 2012 il fotovoltaico ha il primato con il 37% (16.750 MW). Al secondo posto in questa speciale classifica c’è l’eolico che ha rappresentato il 26,5% con 11.825 MW, che precede gli impianti a gas (23%), con 10.500 MW.

Molto ridotta la quota di nuove centrali a carbone: appena il 7% con 3 GW. Insieme, fotovoltaico ed eolico fanno 28,6 GW, cioè il 64% del totale della nuova capacità installata nell'anno....continua a leggere

Fonte: qualenergia.it

domenica 10 marzo 2013

Fonti Rinnovabili: nel 2012 consumata più energia elettrica rinnovabile


FOTOVOLTAICO IN SARDEGNA- Secondo i dati preliminari del GSE relativi al 2012, durante l’anno appena finito sono stati creati circa 5.700 nuovi MegaWatt di potenza elettrica da fonti rinnovabili. Facendo una differenza sommaria tra l’installato a fine 2011 e quello a fine 2012, infatti, il numero che esce fuori è 5.693 MW mentre il rapporto tra la produzione di energia da fonti rinnovabili e il Consumo Interno Lordo (CIL, produzione lorda + saldo estero - produzione da pompaggi) è passato da 24 a 27.

Il che, in parole semplici, vuol dire che consumiamo energia elettrica complessivamente più pulita. Questi dati sono stati salutati con estremo favore da APER, che tramite il suo presidente Agostino Re Rebaudengo ha lanciato anche uno sguardo sul futuro:

Sarebbe auspicabile che i positivi risultati fino a ora raggiunti non venissero vanificati da politiche inadatte a promuovere un sempre maggiore utilizzo di fonti rinnovabili. La nostra speranza è che il Governo che verrà....continua a leggere

Fonte: greenstyle.it

mercoledì 6 marzo 2013

Biomasse: l'Italia segua il modello danese sulla valorizzazione delle biomasse

FOTOVOLTAICO IN SARDEGNA- La nuova strategia energetica danese punta sulla biomassa, e l’Italia dovrebbe seguirne le orme. Lo sottolinea Fiper, Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili, portando l’attenzione sull’attuale situazione del nostro paese: mentre l’italia stenta a redigere una Strategia Energetica Nazionale che sia congrua ai bisogni del paese la Danimarca sta portando avanti un efficace programma di decarbonizzazione.
Seguendo quanto contenuto nel “DK Energy Agreement” il paese aumentando la produzione di energia da fonti rinnovabili e riducendo le emissioni di inquinanti riuscirà entro il 2050 a soddisfare la domanda nazionale di energia sfruttando esclusivamente fonti rinnovabili.

Commenta Righini:” finalmente una voce fuori dal coro, per di più autorevole di un paese europeo del Nord d’Europa, attento e all’avanguardia nella promozione di stili di vita eco-sostenibili, che riconosce l’importanza dell’impiego delle biomasse legnose per la produzione di energia rinnovabile, nel rispetto dei limiti di emissione”...continua a leggere

Fonte: rinnovabili.it

mercoledì 23 maggio 2012

Solarexpo 2012: per Clini le fonti rinnovabili fanno crescere l'Italia


Fonte: ecoo.it     In occasione dell’apertura dell’evento SolarExpo 2012 a Verona, è intervenuto anche il ministro Clini, per la conferenza dedicata all’ambiente. L’intervento del ministro è avvenuto a margine degli Stati Generali delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica In Italia, un’importante occasione di confronto e di riflessione su diverse tematiche relative alla conservazione ambientale e alla sostenibilità ambientale. Il ministro ha spiegato in modo molto chiaro che “Il futuro dell’Italia si gioca nella possibilità di aumentare il ruolo delle fonti rinnovabili“.

Grande importanza viene data quindi alle fonti rinnovabili, che devono avere, secondo Clini, “un ruolo importante per la sicurezza energetica e per l’ambiente, visto che sono ad emissioni zero“.

Anche perché, spiega Clini, nel nostro Paese non produciamo grandi quantità di petrolio, di gas e di carbone e inoltre non abbiamo neanche l’energia nucleare. Per questi motivi le fonti rinnovabili dovrebbero assumere un ruolo fondamentale nella gestione dell’energia nel nostro Paese e sono degli elementi che influiscono positivamente anche nella crescita, tecnologica ed economica.

Spiega Clini: “Investire nello sviluppo delle nuove tecnologie e nel miglioramento di quelle esistenti vuol dire presentarsi nei mercati internazionali con prodotti che oggi hanno un’altissima domanda“....continua a leggere

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

Quinto conto energia: piovono critiche anche dalla Camera

La Commissione Ambiente della Camera chiede al Governo di intervenire sul testo del decreto, rivedendo in particolare il tetto complessivo per gli incentivi, la soglia per l'iscrizione al registro e il bonus per la rimozione dell'amianto.


Fonte: ecodallecitta.it    Dopo il Senato, è la volta della Camera. Anche la Commissione Ambiente e Lavori pubblici di Montecitorio ha espresso un parere piuttosto critico sul Quinto conto energia, chiedendo al Governo di modificare il testo del provvedimento. Il parere è contenuto nella bozza di documento messa a punto dal deputato Salvatore Margiotta (Pd), nella quale, secondo le prime indiscrezioni, il nuovo schema di incentivi statali per il fotovoltaico sarebbe bollato addirittura come «un deciso passo indietro, che rischia seriamente di scoraggiare il settore delle fonti rinnovabili anche con ingiustificati appesantimenti burocratici». 

A preoccupare la Commissione Ambiente della Camera è soprattutto la soglia di 12 kWp per l'iscrizione al registro degli impianti incentivati, ritenuta un rischio lo sviluppo di numerose aziende. «Inoltre – aggiungono i deputati - destano perplessità la mancata conferma del sistema autoregolante di riduzione delle tariffe già previsto nel IV conto energia, la soppressione del premio automatico in tariffa per gli impianti installati su coperture bonificate dall'amianto, nonché la drastica riduzione del budget che non garantisce continuità al mercato e la previsione della certificazione energetica degli edifici come barriera di accesso agli incentivi statali».

Le critiche, in sostanza, sono le stesse già espresse dagli operatori del settore, dalle associazioni ambientaliste e dalla Commissione del Senato, che da settimane chiedono al Governo una rettifica del Quinto Conto energia e del decreto sulle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico. Un coro al quale ora si è aggiunto anche quello della Camera, che precisa di comprendere «l'impostazione generale del Quinto conto energia, che opportunamente punta alla razionalizzazione degli incentivi statali», ma nondimeno chiede all'Esecutivo «uno sforzo ben maggiore per tutelare e salvaguardare la filiera industriale italiana delle fonti rinnovabili, che va consolidandosi sempre più e che in molti casi ha avuto la capacità e il merito di assumere posizioni di assoluto rilievo nel mercato nazionale e internazionale»....continua a leggere

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

mercoledì 9 maggio 2012

Biomasse: TerniGreen avvia lavori di realizzazione di un impianto a biomasse a Borgosesia


Fonte: greenbiz.it    TerniGreen ha avviato i lavori di realizzazione di un impianto di pirogassificazione alimentato a biomasse nel Comune di Borgosesia (VC).

L’impianto progettato e fornito da Pyrox Italia Srl, partner di Pyrox GmbH, trasforma gli scarti del legno in syngas per l’alimentazione di un motore ad alta efficienza che, collegato a un generatore, produce energia con emissioni in atmosfera molto inferiori ai limiti di legge, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali che prevedono un incremento del 17% della produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

In particolare, l’impianto autorizzato con Procedura Autorizzativa Semplificata dal Comune di Borgosesia potrà trattare 8.000 tonnellate/anno di legno vergine, per il recupero di 850 kW elettrici e 1.100 kW termici e una produzione di energia elettrica attesa di 5,4 GWh/anno.

La centrale cogenerativa prevede un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro ed entrerà in funzione entro il 2012, potendo in tal modo beneficiare ancora della tariffa omnicomprensiva di 0,28/kWh, riconosciuta fino alla fine dell’anno in corso dalle politiche di incentivazione governativa alla produzione energetica da fonti rinnovabili.

“Con l’inizio dei lavori per la realizzazione della centrale di Borgosesia, TerniGreen raggiunge un altro target tra quelli previsti dalle linee strategiche di sviluppo del Gruppo, con l’ingresso nel settore del trattamento e del recupero di energia da biomasse. L’attività industriale del pirogassificatore sarà particolarmente rilevante anche sul versante della sostenibilità ambientale e dell’innovazione impiantistica, anche grazie all’introduzione di concetti innovativi in materia tecnologica e di rapporto con i territori per l’approvvigionamento della materia prima" ha commentato Stefano Neri, presidente e amministratore delegato della società....continua a leggere

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

giovedì 1 marzo 2012

Cina e India leader negli investimenti sulle rinnovabili

Le nuovi grandi potenze economiche entrano prepotentemente nel settore delle fonti rinnovabili con ingenti investimenti. E' quanto è emerso dal rapporto annuale del Pew Research Center.

Potenze come Stati Uniti e Gran Bretagna, che per anni sono rimaste sul tetto della classifica mondiale, nel 2011 sono state letteralmente superate da altre potenze.

Per investimenti effettuati gli USA dal primo posto sono scesi al terzo. Ora al primo posto troviamo la Cina e al secondo la Germania. Ancor più male è andata alla Gran Bretagna che è uscita addirittura dalla Top Ten. 

Il motivo e lo scoraggiamento degli investitori dovuto al taglio degli incentivi e alla diffidenza del governo britannico nei riguardi dell'eolico offshoreche invece sembrava uno dei settori più promettenti. Le potenze dell'oriente (Cina e India) fanno registrare grandi crescite d'investimenti. Non solo, Pew Research Center segnala anche lo sviluppo delle rinnovabili in alcuni Paesi dell’America Latina e in stati europei che finora erano rimasti al di fuori del mercato.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

mercoledì 29 febbraio 2012

Nello stivale aumentano gli impianti fotovoltaici


Secondo alcuni dei dati contenuti nel rapporto sullo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nel Mezzogiorno, presentato a Bari, nel 2020 l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili nel sud potrebbe raggiungere i 38,4/Tw ora. Un valore che è quattro volte superiore ai 10/Tw ora del 2010. In testa alla classifica spicca la Puglia, seguita da Sicilia, Sardegna e Campania. Più di 76.000 impianti fotovoltaici entrati in servizio al 10 febbraio 2012 in tutto il Sud Italia (con una potenza superiore a 54.000 Mw) oltre 23.000 sono in Puglia (circa 15.000 in più rispetto al 2010, con una potenza di quasi 2.200 Mw). Seguono Sicilia, Sardegna, Campania, Calabria, Abruzzo, Basilicata e Molise. Nel rapporto si evidenzia che lo sviluppo delle energie rinnovabili ha reso necessaria la realizzazione di servizi di rete come i sistemi di accumulo per gestire in modo sicuro e efficiente la trasmissione dell'energia.
L'energia prodotta nei momenti di massima produzione ma di consumi bassi Terna ha previsto la realizzazione di 130 Mw di batterie da installare nelle province di Foggia, Avellino, Salerno e Benevento con un investimento di circa 29 milioni di euro che sarà in grado di far risparmiare al sistema circa 60 mdl. Il Poi Energia coinvolge Campania, Calabria, Puglia e Sicilie ed è diretto ad aumentare la quota di energia consumata proveniente da fonti rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica ed il risparmio energetico, promuovendo opportunità di sviluppo locale e valorizzando i collegamenti tra produzione di energie rinnovabili, efficientamento e tessuto sociale ed economico.


-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

domenica 26 febbraio 2012

13 milioni per la sostituzione dell'amianto con energie pulite


Alla campagna promossa da Legambiente "AzzeraCO2" che riguarda la sostituzione dell'amianto con impianti fotovoltaici hanno aderito diverse regioni. Tra queste spicca l'Emilia Romagna che ha concesso 13 milioni di euro per la sostituzione dell'amianto con i pannelli fotovoltaici e per l'efficienza energetica di alcune strutture, nonchè un fondo di 3.500.000 per la coibentazione delle strutture.

Questi fondi saranno destinati a 214 aziende, scelte tra le 286 che hanno presentato richiesta.
In sostituzione dell'amianto (209 mila metri quadrati) verrà installata una potenza fotovoltaica di 23mila KW.

Grazie all’inclusione degli interventi di coibentazione, il provvedimento strutturato dalla regione punta a sostenere quel pacchetto clima 20/20/20 promosso dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2, gli sprechi energetici e aumentare le fonti rinnovabili.

L'importanza della sostituzione dell'amianto con le energie rinnovabili non riguarda solo l'aspetto economico ma soprattutto mette in sicurezza un materiale molto inquinante e pericoloso per chi ne è a contatto. 

A spiegarlo è Massimo Becchi di Legambiente:

"Solo nel 2011 sono stati oltre una cinquantina gli abbandoni, a volte con pochi materiali, altre volte con pacchi di lastre, scaricate da mezzi dotati di gru, con quintali di materiale, e il costo di smaltimento ricade quasi sempre sulla collettività. Una pratica che si è intensificata negli ultimi due anni. Basta purtroppo addentrarsi in vie secondarie o carraie per trovare dell’Eternit abbandonato cui si aggiunge il problema del degrado di vecchi edifici industriali o zootecnici, con crolli di parte del tetto e la conseguente dispersione e frantumazione della copertura in Eternit."

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

martedì 21 febbraio 2012

Europa: il 70% dell’elettricità viene da eolico e fotovoltaico


L'Europa ha battuto un grandissimo record per quanto riguarda le energie rinnovabili.
I dati dimostrano che circa il 71% della nuova potenza elettrica installata nel 2011 proviene dalle fonti rinnovabili, soprattutto dall'eolico e dal fotovoltaico. I dati sono frutto di una (ricerca o statistica) effettuata dalla European Wind energy Association (EWEA). Inoltre, i dati indicano anche un'altro aspetto importantissimo: l'elettricità ricavata dal petrolio e dal nucleare è diminuita. 
Andiamo nel dettaglio. 
Nel 2011, 9.616 nuovi MW di potenza vengono da impianti eolici, che raggiungono in totale 93.957 MW, pari al 6,3% del totale elettrico europeo, grazie alla crescita dei parchi eolici in Germania, Svezia e Regno Unito (quest’ultimo con parchi eolici offshore). La Germania resta la nazione più eolica d’Europa, seguita in ordine dalla Spagna, Francia, Italia e Regno Unito. Ma il record l'ha fatto il fotovoltaico con i suoi 21 mila MW installati, pari al 46,7% della nuova potenza installata. 
Questo è noto, che l'Italia è uno dei paesi che investe di più nel fotovoltaico
Infine Segue il gas naturale, che con 9.718 (21,6%) andrà a sostituire del tutto il petrolio come fonte di generazione di energia elettrica. Se questo trend verrà confermato negli anni a seguire (anche se si sta andando incontro ai problemi degli incentivi statali) nel 2020 l’Europa supererà persino i target di Kyoto, raggiungendo il 34% di potenza elettrica generata dalle rinnovabili.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

lunedì 20 febbraio 2012

Biomasse: le potature diventeranno energia verde per legge

Meno sprechi più energia. Finalmente la camera lo scorso 16 febbraio ha riportato un'importante novità nel Testo Unico Ambientale. Si autorizza, stabilisce il documento, che gli scarti di legno derivanti dalle potature pubbliche o private, sarà utilizzato per produrre energia tramite biomassa.

Grande soddisfzione viene espressa dal presidente della (Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili), Walter Righini:

Dopo un anno di continue sollecitazioni e chiarimenti nei confronti del Ministero dell’Ambiente, riceviamo la notizia con molto entusiasmo e positività.

L’emendamento all’articolo 185 del Testo Unico Ambientale va ad effettuare la seguente sostituzione:

All’articolo 185, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.?152, e successive modificazioni, le parole da: «per la produzione» fino a: «biomassa» sono sostituite dalle seguenti: «, ivi inclusi in tal caso quelli derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato sempreché soddisfino i requisiti di cui all’articolo 184-bis, per la produzione di energia da tale biomassa, in ogni caso».

In ultimo, Walter Righini, ringrazia tutti coloro che partecipato e contribuito a sostenere la questione del riciclo del legno e il suo possibile impiego come fonte rinnovabile:

Ora, continua Righini, aspettiamo la pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale per riattivare da subito la filiera”. facciamo un gorsso ringraziamento a tutte le associazioni ambientaliste, tra cui Amici della Terra che hanno combattuto in prima linea per far riconoscere il principio secondo cui il “legno non è un rifiuto!”.


-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

domenica 19 febbraio 2012

Settore Eolico: a rischio 37 mila posti di lavoro negli Stai Uniti

Nel settore eolico a causa della diminuzione degli incentivi e delle esenzioni fiscali per le rinnovabili, negli Stati Uniti rischiano il posto di lavoro 37 mila persone. Chi lancia l'allarme è l’American Wind Energy Association sostenendo che a far paura è la mancata estensione del credito d'imposta che è stato lasciato fuori dalla nuova legge sui contributi attualmente in discussione al Congresso. Se non venisse riconfermato con la nuova legge, ogni lavoratore costerà molto di più di quanto non costi oggi. Denise Bode, CEO della American Wind Energy Association, traccia una situazione al quanto pessimista: 

Studi economici dimostrano che se il Congresso non approva il credito d’imposta ucciderà 37 mila posti di lavoro americani, chiuderà le centrali e cancellerà miliardi di dollari di investimenti privati. 

Il credito d’imposta, a oggi, negli Stati Uniti viene detratto dalle tasse sui ricavi della produzione eolica alleggerendo il peso fiscale delle aziende. Per questo Denise Bode fa appello a tutto il Congresso affinché si arrivi a un accordo bipartisan.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

sabato 11 febbraio 2012

Greenpeace: ecco la classifica delle migliori aziende dell’ICT

Dopo la lista dei produttori di gadget tecnologici green-friendly dello scorso novembre, Greenpeace ha pubblicato nelle scorse ore l’annuale “Cool IT Leaderboard”, ovvero la lista delle aziende dell’Information Technology impegnate nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica derivanti dai loro servizi.

La leaderboard, attiva dal 2009, si propone di pubblicizzare quelle società che hanno scelto uno stile di sfruttamento – e di generazione – dell’energia differente dalle normali scelte dell’industria, affinché possano trainare un settore più verde dell’informatica. Tali società sono state valutate in base a tre fattori chiave: la capacità di fornire soluzioni tecnologiche per il clima, le iniziative per ridurre le loro emissioni inquinanti, le politiche aziendali sull’energia.

A guidare la classifica un nome che non stupisce, quello di Google. Il colosso della ricerca ha ottenuto il massimo punteggio in tema di risparmio di energia e investimento in fonti rinnovabili, dominando così tutte le altre aziende. Segue Cisco che, insieme a Big G stessa, si è impegnata in una politica di utilizzo d’energia prodotta almeno al 20% da fonti verdi. Softbank, sebbene non sia altissima in classifica, è invece la società che ha espresso le posizioni più nette, iniziando un processo di transizione che la porterà a brevissimo a rinunciare totalmente all’energia prodotta per via nucleare. Delude forse Microsoft, considerata la sua posizione strategica sul mercato e la sua capacità di influenzare produttori e partner di terze parti, ferma a un misero tredicesimo posto.

L’obiettivo di Greenpeace è quello di spingere l’Information Technology a rendersi conto del loro potenziale strategico in termini di sfruttamento di risorse energetiche, di produzione di anidride carbonica e altri inquinanti, di riduzione dell’effetto serra e del surriscaldamento globale. I servizi connessi all’ICT, infatti, sono spesso delocalizzati in Asia, dove il problema dell’”energia nera“, ovvero quella altamente dannosa per l’ambiente, è proprio alimentata da un settore informatico in costante crescita e poco attento ai costi planetari della propria espansione.

Lo strumento della classifica, un must ormai storico per Greenpeace, serve proprio a spingere tali realtà a una piena consapevolezza verde: nessun nome blasonato dell’informatica, infatti, gradirebbe essere esposto al pubblico ludibrio per lo scarso impegno in termini ambientali. Basti pensare quanto è successo qualche anno fa con Apple che, proprio per la maglia nera ottenuta nella lista dei produttori, ha repentinamente cambiato tutte le proprie strategie, diventando ora una delle aziende dai prodotti più green.

Ecco la lista completa per “Cool IT Leaderboard”:

Google
Cisco
Ericsson
Fujitsu
Vodafone
Alcatel-Lucent
Sharp
Softbank
IBM
HP
Wipro
Dell
Microsoft
SAP
at&t
HCL
NTT
NEC
Telefonica
TCS
Oracle

Fonte: greenstyle.it

giovedì 9 febbraio 2012

Quando senza la rete il fotovoltaico batte il diesel

Nel mondo 1,4 miliardi di persone non hanno accesso all'elettricità, in Africa sono 600 milioni. Per portarla a chi non ce l'ha, in gran parte del continente africano il fotovoltaico è l'opzione economicamente più conveniente, mostra un report appena pubblicato dal Joint Research Center della Commissione europea. Il futuro dell'energia, è la visione di questa testata, non può che essere incentrato su efficienza energetica e fonti rinnovabili. Se questo è vero in sistemi energetici “maturi” come quelli occidentali, che vanno rivoluzionati sostituendo le fonti tradizionali con le fonti pulite, lo è tanto di più in quelle vastezone del mondo in cui l'accesso all'energia è ancora un problema e il sistema è in larga parte ancora tutto da costruire.

Nel mondo (dicono dati 2010 di OECD-IEA) circa 1,4 miliardi di persone, di cui l'85% in aree rurali, non ha accesso all'elettricità e un altro miliardo è servito da reti inaffidabili. Servire questa grossa e crescente fetta di umanità con le rinnovabili, anziché con fonti inquinanti, non è solo una necessità ma anche un'opzione economicamente conveniente. Lo spiega ad esempio uno studio sulle rinnovabili in Africa pubblicato ieri dal Joint Research Center della Commissione europea (vedi allegato).

In Africa a non avere accesso all'elettricità sono circa in 600 milioni di persone, una cifra che aumenta di circa 9 milioni all'anno. Lo studio JRC analizza in generale il potenziale delle rinnovabili nel continente (peraltro per sua stessa ammissione in maniera poco esaustiva), ma la parte interessante dello studio è quella in cui si fanno delle stime del modo più conveniente di portare l'elettricità nelle varie zone dove non c'è ancora: estendendo la rete elettrica, con mini-reti legate a generatori diesel o con mini-reti alimentate da impianti fotovoltaici (mancano purtroppo analisi sulla competitività di altre rinnovabili, come eolico, mini-eolico o mini-idroelettrico).

Per definire la convenienza, l'analisi incrocia vari dati per le diverse zone del continente: densità di popolazione, distanza dalla rete elettrica, costo del diesel e del suo trasporto e produttività del fotovoltaico. Come sappiamo in Africa un impianto FV in certe aree produce anche il doppio di quello che rende al Nord Italia o in Europa Centrale. D'altra parte in vari paesi africani il diesel è incentivato e fornito a prezzi stracciati: è il caso soprattutto del Nord Africa, dove lo sviluppo di un enorme potenziale sia di fotovoltaico che di eolico è frenato da combustibili fossili sottocosto. Se i governi iniziassero a incentivare anche il solare la sua convenienza non avrebbe confronti.

Nella due mappe sotto vedete il costo del chilowattora prodotto con le due fonti. A sinistra il fotovoltaico (ipotizzando un impianto da 15 kWp) con le zone più convenienti in giallo chiaro. A destra il diesel, con zone più scure dove questo costa meno.

Il risultato del confronto è che comunque, anche senza incentivi per il fotovoltaico e con il diesel sussidiato, il sole conviene in gran parte del continente. Lo si vede bene dalla mappa sotto: i paesi in cui il generatore diesel resta più conveniente sono in marrone, ma in tutti gli altri, a seconda delle diverse tonalità di giallo, dove la rete non arriva, costerebbe meno produrre con impianti fotovoltaici stand-alone o in mini-reti.

Estendere la rete elettrica non è mai conveniente in aree con popolazione al di sotto dei 50 abitanti per chilometro quadrato, come si verifica in vaste aree africane. Se nel confronto si inserisce anche il costo di portare la rete elettrica laddove non c'è otteniamo quest'altra mappa (vedi sotto). Qui viene fissato un limite di costo 30 centesimi di euro per kWh e si individua in quali aree le tre diverse opzioni riescono a non sorpassarlo.
Nelle zone in giallo il fotovoltaico è l'unica opzione competitiva, in quelle in marronescuro lo è solo il diesel, mentre dove è arancione conviene estendere la rete. Nelle aree in rosso sia FV che diesel sono sotto al limite di costo, nel blu sono competitive sia rete che FV mentre dove è azzurro le tre opzioni sono più o meno equivalenti.

Restano le ampie zone in verde: qui né estendendo la rete, né con il diesel né con il fotovoltaico si riesce a stare sotto ai 30 cent/kWh. In queste aree sarebbe interessante analizzare i costi di altre opzioni, che potrebbero essere convenienti: si pensi al mini-idroelettrico nei molti villaggi sulle rive dei fiumi nell'Africa equatoriale.

Fonte: qualenergia.it