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domenica 22 luglio 2012

Con il nuovo conto energia a rischio la sicurezza degli incentivi

Innova Energie Rinnovabili, Cagliari

Lo scorso 12 luglio gli incentivi statali cumulati per il fotovoltaico hanno toccato quota 6 miliardi di Euro ovvero è stato raggiunto il tetto massimo stabilito per il Quarto Conto Energia. Qual è il quadro della situazione ora? Andiamo per gradi. Poco tempo fa è stato approvato il V Conto Energia per il quale è stato previsto uno stanziamento di circa 700 milioni di euro; il nuovo sistema entrerà in vigore a partire dal prossimo 27 agosto.

Ciò significa che per tutti coloro che installeranno un impianto fotovoltaico prima di tale data continueranno a valere le vecchie regole che, tradotto in soldoni, significherà ricevere una tariffa incentivante più cospicua rispetto a quella stabilità dal Quinto Conto Energia. Detto ciò vi è quindi un rischio concreto che i 700 milioni messi complessivamente a disposizione per il nuovo sistema di incentivazione possano essere in parte erosi nel corso di questo mese che ancora rimane per il passaggio dal Quarto al V Conto Energia.

Rischio del quale si dicono certe numerose associazioni di categoria del settore che indicano come il fatto di accedere ad una remunerazione ventennale più vantaggiosa spingerà molti più cittadini rispetto a quelli previsti a premere sull’acceleratore per far in modo che le pratiche per l’attivazione del proprio impianto per essere espletate prima del 27 agosto; insomma, il rischio che il tetto massimo dei 6,7 miliardi possa addirittura essere raggiunto prima dell’inizio del V Conto Energia è elevato.

Forse una preoccupazione un tantino esagerata, ma non è affatto da escludere la possibilità che, vista la minor convenienza per le regole di remunerazione previste per il Quarto Conto Energia, il “tesoretto” da 700 milioni possa essere per lo meno dimezzato di fatto con il rischio che i denari programmati possano essere prosciugati in appena qualche mese dall’inizio del V Conto Energia. Certo, si tratta soltanto di uno scenario, con una certezza però...continua a leggere

mercoledì 18 luglio 2012

Legambiente: giuste le norme sullo smaltimento dei pannelli fotovoltaici


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari

''Un fondamentale elemento di trasparenza per un settore destinato a diventare sempre più protagonista della generazione energetica in Italia'': Legambiente definisce cosi' l'obbligo, per le aziende che producono o importano pannelli fotovoltaici e vogliono accedere agli incentivi statali, di garantire anche la corretta gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita, aderendo a un sistema o consorzio autorizzato a farlo, secondo il Quarto Conto Energia

''L'ascesa delle energie rinnovabili incontra molti ostacoli legati a incertezze e buchi normativi che troppo spesso si prestano a strumentalizzazioni'', osserva Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, secondo cui ''l'aver affrontato e risolto le incognite del fine vita e' utile alla maturazione delle politiche industriali di un comparto sempre più importante dell'economia del nostro Paese''.

In questo modo inoltre, aggiunge Cogliati Dezza, si fornisce ''garanzia di tutela ambientale e di efficienza d'uso degli elementi minerali che formano le materie prime della componentistica elettronica e fotovoltaica''...continua a leggere

giovedì 15 marzo 2012

Fotovoltaico: tensioni e preoccupazioni per un probabile Quinto Conto Energia

Da analisi sviluppate in eLeMeNS, azzardando alcune ipotesi sull’installato nei vari semestri, possiamo attenderci la fine del quarto Conto energia entro giugno 2015.


Fonte: gogreen.it: Incertezza che vale, in primis, sul valore delle tariffe dopo il primo semestre 2013; oltre questo periodo risulta difficile sviluppare piani affidabili e costringe gli operatori a gestire solo il breve periodo. A questo si aggiungono voci su un eventuale quinto Conto energia, giustificato dal rapido avvicinarsi del tetto dei 7 miliardi di europrevisti come complessivo costo annuale di incentivazione del settore.

Infatti, l’attuale Conto energia, nato con l’intento di contenere una crescita dei costi e dell’installato giudicata fuori controllo, ha previsto per la sua efficacia una scadenza temporale precisa, il 31 dicembre 2016, e due obiettivi: uno in termini di potenza complessiva installata (23.000 MW), l’altro, appunto, di costo cumulato indicativo (tra i 6 e 7 miliardi di euro). Cerchiamo di capire l’evoluzione dei costi e le prospettive che si aprono nell’immediato futuro. 

Di certo, sappiamo che il costo cumulato annuo raggiunto a fine 2011 è arrivato a valori prossimi a5,4 miliardi. Questi valori hanno allarmato parecchi osservatori, tuttavia il 2012 avrà con tutta probabilità un andamento ben diverso rispetto al recente passato. Questo è dovuto non solo, e non tanto, al taglio dell’incentivo quanto all’impianto complessivo del quarto Conto (mancata apertura del registro grandi impianti per il secondo semestre 2012) e agli effetti del blocco alla realizzazione di impianti su terreno agricolo (decreto legislativo 28 del 2011). L’insieme di questi elementi comprimerà l’installato dell’anno in corso rispetto ai numeri che immaginavamo. Molto probabilmente quindi la prima soglia indicativa di 6 miliardi di euro non sarà raggiunta nel corso del 2012 bensì nel corso del primo semestre 2013.

A questo punto saremo all’interno del nuovo meccanismo previsto dal quarto Conto energia per il quadriennio 2013-2016, che blinda la spesa a non più di 1.361 milioni di euro. Dall’impianto del decreto stesso si deduce, infatti, che valore dell’incentivo e termine di efficacia del decreto stesso diventano variabili in funzione di questo limite di costo.

Partendo da questi presupposti i possibili  : o di forte crescita, in cui i 7 miliardi di costo dell’incentivo verrebbero raggiunti tra giugno e dicembre 2014, o al contrario di stabilizzazione, caratterizzata quindi dalla scomparsa dei grandi impianti a terra in area agricola, stentata crescita di quelli su edificio, diffusione accelerata di quelli piccoli che, tuttavia, aumentano marginalmente la potenza cumulata. In questo caso il budget degli incentivi verrebbe raggiunto nel corso del secondo semestre 2015. 

Da analisi sviluppate in eLeMeNS, azzardando alcune ipotesi sull’installato nei vari semestri, possiamo attenderci la fine del quarto Conto energia entro giugno 2015.

Per come strutturato, il quarto Conto energia non è quindi di per sé in immediato pericolo di vita. Le voci sempre più insistenti di un suo prepensionamento non trovano oggettivi riscontri nei valori che genera. Se così sarà, dipenderà quindi esclusivamente da valutazioni di carattere politico(governativo) e probabilmente qualsiasi intervento in tal senso dovrebbe in ogni caso essere fatto entro l’estate, probabilmente dopo il varo del “decreto elettrico” che regolerà l’incentivazione per le altre fonti rinnovabili. 

In quest’ottica, siamo convinti della scarsa utilità di modifiche nel corso del 2012 che, come abbiamo già argomentato, non sarà un anno caratterizzato da impreviste impennate dell’installato; sarebbe inoltre ragionevole concedere agli operatori il tempo necessario a rivedere i propri piani di investimento con qualche mese di anticipo. I recenti avvenimenti in Germania (taglio repentino della tariffa del 20% – 30%) tuttavia non aiutano in tal senso. 

Per quanto riguarda invece la discussione circa i tagli alle tariffe, questi devono essere presi in esame sotto una duplice veste. In primo luogo potrebbero scoraggiare una rischiosa corsa all’installato nel primo semestre 2013, neutralizzando una possibile seconda bolla fotovoltaica. La messa in moto di queste dinamiche consentirebbe, in seconda battuta, una migliore distribuzione dei costi negli anni ed un sensibile incremento dell’installato totale. Tagli delle tariffe nel primo semestre 2013 nell’ordine del 10% - 20% andrebbero nella direzione di mantenere a livelli sostenibili i decrementi semestrali successivi e avvicinerebbero l’attuale sistema di incentivazione alla “naturale” scadenza del 31 dicembre 2016 senza superare il tetto dei 7 miliardi.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-   

venerdì 2 marzo 2012

Fotovoltaico: Confermati gli incentivi per impianti in aree agricole


Sospiro di sollievo. L' art. 65 del decreto liberalizzazioni è stato modificato dal governo in Commissione Industria del Senato. Infatti è stato rivisto e i suoi effetti retroattivi cancellati. Il problema sorto, riguardo all'articolo, è che questo bloccava gli incentivi al fotovoltaico su suolo agricolo. Conteneva effetti davvero penalizzanti per tutti coloro che avevano investito in impianti fotovoltaici posti su terreni agricoli, nella speranza di beneficiare del Quarto Conto Energia. Non solo. Il decreto legislativo del 3 marzo 2011 concedeva loro un anno perché quegli impianti entrassero in esercizio, a patto che l’iter autorizzativo fosse già stato avviato. Il limite del decreto Romani era quello di 1 MWp, a cui si aggiungeva quello del 10% di utilizzo del suolo agricolo in questione. Con l'art 65 veniva cancellato tutto questo e imponeva uno stop agli incentivi per tutti gli impianti non entrati in esercizio entro il 24 gennaio scorso.
Ciò che cambia ora è l'introduzione di un salvacondotto per gli impianti a terra del demanio militare, ed è stato completamente eliminato l'articolo che eguagliava le serre fotovoltaiche agli edifici tradizionali. Inoltre viene inserito una clausola di salvaguardia per tutti gli impianti su terreni agricoli di potenza inferiore a 1 MW (già autorizzati alla data di entrata in vigore della legge di conversione), che dovranno entrare in esercizio entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.
Per gli impianti più grandi oltre 1 MW di potenza il termine per l'entrata in esercizio è ridotto a 60 giorni.

-Innova Energia Pulita, Cagliari-

lunedì 27 febbraio 2012

Il riciclo dei pannelli fotovoltaici


Il 30 giugno 2012 le aziende produttrici di pannelli fotovoltaici dovranno aderire a una organizzazione o consorzio che garantisca il riciclo dei moduli fotovoltaici. Lo stabilisce l’articolo 11, comma 6, del dm 5 maggio 2011 (Quarto Conto Energia). Infatti con l'aumentare della produzione dei pannelli, diventa importante il loro riciclo a fine utilizzo. Una necessità ribadita dalla stessa Unione Europea anche nella revisione della direttiva sui raee (dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Se non viene rispettato l'articolo la pena sarebbe il mancato accesso agli incentivi per la produzione di energia elettrica dal sole. Sono già iniziati i primi programmi per garantire ai produttori di pannelli il pieno rispetto delle disposizioni del Quarto Conto Energia.
ReMedia, tra i più importanti Sistemi Collettivi italiani per la gestione eco-sostenibile di tutti i Raee, delle pile e accumulatori esausti, è organizzato e strutturato per svolgere anche attività di raccolta, trattamento e riciclo di tutte le componenti degli impianti fotovoltaici, compresi i moduli. Ci spiega Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia "in Italia, nel gennaio 2012, sono stati superati i 330.000 impianti in esercizi con una crescita del 450% posizionando il nostro paese al primo posto come potenza entrata in esercizio nel 2011" continua "Con questi dati, dopo aver generato energia rinnovabile, i pannelli fotovoltaici possono portare un beneficio all'ambiente anche a fine vita perché si può ricavare vetro, alluminio, ma molto importanti anche l' indio, gallio, selenide, a rischio di esaurimento per la richiesta esponenziale". 

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

martedì 7 febbraio 2012

Fotovoltaico e crisi: boom della cassa integrazione

Non si arresta la crisi nera del fotovoltaico made in Italy. Dopo essere andata in rosso in Germania la Solon ora ha deciso di non produrre più moduli fotovoltaici in Italia nello stabilimento di Carmignano del Brenta in provincia di Padova.

Sui 180 lavoratori totali della fabbrica padovana ben 80 sono stati messi in cassa integrazione, mentre gli altri 100 erano stati cassintegrati l’estate scorsa. Erano i tempi in cui si rincorrevano giorno dopo giorno notizie sempre meno rassicuranti sul futuro degli incentivi al fotovoltaico e la domanda crollò da un momento all’altro. Domenico Sartore, presidente dello stabilimento, criticò aspramente il Quarto Conto Energia voluto dall’allora ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, anche se sembra che la decisione di ridurre la produzione, questa volta, provenga direttamente da Berlino.

La situazione incentivi, però, non è affatto migliorata negli ultimi mesi anche a causa della recente decisione del governo Monti di togliere gli incentivi al fotovoltaico agricolo. Così anche altre aziende italiane entrano in crisi come la X-Group di San Pietro Viminario, sempre in provincia di Padova, che si era persino vista togliere 4 milioni di investimenti dalla finanziaria regionale del Veneto.

Ma la crisi è per tutti: come riporta sul suo blog Lucia Navone, oltre alle già citate Solon ed X-Group, hanno già fatto richiesta di cassa integrazione anche Helios Technology, Ecoware, Ambra Sol, Ecoprogetti ed Espe. Una vera e propria strage dovuta soprattutto al calo degli incentivi registrato in buona parte dei mercati occidentali, che alle prese con la crisi tagliano il “superfluo” lasciando il fotovoltaico senza tariffa incentivante.

Gli ultimi esempi di questa tendenza provengono dalla Francia, dalla Spagna e dalla Svizzera. Per avere una idea di cosa stia succedendo basti pensare che il prezzo attuale dei moduli fotovoltaici è sceso ad appena 65 centesimi di euro al Watt.

In pratica, i moduli fotovoltaici necessari a costruire il classico impianto da 3 KWp sul tetto di casa costano 1.950 euro. Tutto ciò è dovuto al fatto che, mentre i governi italiani ed europei tagliavano gli incentivi, gli imprenditori anche italiani aumentavano la capacità produttiva fino a trovarsi con i magazzini pieni di pannelli solari che nessuno voleva più.

Ma la cosa più interessante è che se i moduli sono certificati come “europei” (e possono usufruire del bonus previsto dal quarto Conto energia), il prezzo sale a circa 0,85-1 euro al Watt.

Cioè circa il 30% in più, per avere una maggiorazione del 10% sull’incentivo dato all’energia prodotta da un pannello solare che è fatto per il 99% del suo valore totale in Cina e poi marchiato come europeo in Italia o Germania. Vi stupite ancora che il settore sia in crisi?

Fonte: greenstyle.it

venerdì 3 febbraio 2012

Pannelli solari: nel 2011 boom in Europa, Germania e Italia leader

Il fotovoltaico continua a crescere in tutta Europa, nonostante una certa riduzione generale degli incentivi. Soprattutto gli allacciamenti avvenuti in autunno hanno permesso al 2011 di confermare il trend positivo degli anni scorsi.
A tirare la carretta, come accade da anni soprattutto due Paesi: la Germania e l’Italia, con il nostro Paese a fare la parte del leone. La seguente tabella riassume bene il dato complessivo:
Nello specifico, ci sono stati buoni numeri di crescita in tutti i Paesi dell’area UE, eccettuata la Repubblica Ceca (che però veniva da un 2010 forse troppo esaltante):
  • La Germania ha collegato ben 7.5GW;
  • L’Italia con 9GW ha probabilmente rincorso gli ultimi scampoli di incentivi veramente convenienti del Quarto Conto Energia;
  • La Francia ha collegato 1.5GW anche se per gran parte si trattavano di impianti costruiti nel 2010;
  • Il Regno Unito si è fermato a 700MW;
  • Belgio, Spagna, Grecia e Slovacchia hanno collegato tra i 550 e i 350MW a testa.
Per il 2012 è previsto il continuo dominio del settore da parte dell’Italia e della Germania, che dovrebbero mantenere circa un terzo dell’intero mercato. Dovrebbero contribuire con percentuali importanti, però, anche nuovi mercati come la Bulgaria, la Repubblica Ceca, la Romania e l’Austria.

Il solare si conferma quindi, fra i vari possibili settori industriali, uno dei pochi a mantenere aspettative di crescita nonostante la crisi economica imperante.

Fonte: greenstyle.it

martedì 31 gennaio 2012

Energie rinnovabili: guida agli incentivi nazionali per i cittadini

Fonte: sostariffe.it

Esistono diversi incentivi nazionali che possono incentivare l’uso, da parte dei cittadini, di fonti energetiche rinnovabili, come il fotovoltaico, il solare termico, l’eolico, ecc…, inesauribili, senza impatto ambientale per l’assenza di gas serra e scorie inquinanti.

Gli incentivi nazionali rivolti ad impianti di fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica in casa sono:

- Quarto conto energia per il solare fotovoltaico

- Tariffa Onnicomprensiva per fonti rinnovabili ad esclusione del fotovoltaico

- Detrazione fiscali per riqualificazione energetica e pannelli solari.

QUARTO CONTO ENERGIA

Che cos’è e chi può accedervi?

Introdotto in Italia con il Decreto ministeriale del 28 luglio 2005 il Conto energia è un programma europeo che incentiva la produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica. Può essere richiesto da chiunque abbia impianti di potenza non inferiore a 1 kW ed entrati in esercizio tra il 31/05/2011 e il 31/12/2016.

Rientrano nella tipologia incentivabile, il fotovoltaico, il fotovoltaico innovativo, il fotovoltaico a concentrazione e il fotovoltaico con innovazione tecnologica.

Come richiederlo?

E’ possibile richiedere gli incentivi solo tramite il portale GSE dove si trovano i documenti necessari quali: iscrizione al registro, richiesta di incentivazione, certificato antimafia.

TARIFFA ONNICOMPRENSIVA (TO)

Che cos’è e chi può accedervi?

Si tratta del sistema di incentivazione di durata quindicinale rivolto agli impianti da fonti rinnovabili, escluso il fotovoltaico, entrati in esercizio successivamente al 31 dicembre 2007.

E’ l’alternativa ai Certificati Verdi nel caso di impianti più piccoli, ovvero di potenza nominale annua non superiore ad 1MW e 0,2 MW per gli impianti eolici.

La tariffa è onnicomprensiva in quanto include sia il valore dell’incentivo sia la remunerazione della vendita di energia immessa nella rete elettrica.

La legge n.244 del 2007 poi modificata dalla 23/07/2009 indica i valori della tariffa onnicomprensiva:

1) Eolica per impianti di taglia inferiore a 200 kW 0,30 €/kWh

3) Geotermica 0,20 €/kWh

4) Moto ondoso e maremotrice 0,34 €/kWh

5) Idraulica diversa da quella del punto precedente 0,22 €/kWh

6) Biogas e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009 0,28 €/kWh

Gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009 0,18 €/kWh

Quali sono le modalità per accedere alla tariffa?

E’ necessario richiedere la qualifica IAFR per l’intervento impiantistico, effettuare la registrazione sul portale del GSE e fare richiesta elettronica del regime TO attraverso i modelli a disposizione.

DETRAZIONE FISCALE

Che cos’è e chi può accedervi?

Si tratta di una detrazione del 55% su spese per l’esecuzione di interventi di riqualificazione energetica e di contrasto alle dispersioni termiche ( quali coibentazione di pareti, serramenti, infissi etc..) su edifici esistenti al fine ridurre il fabbisogno annuo di energia per la climatizzazione invernale. Gli indici che misurano il risparmio energetico sono elaborati in funzione della categoria in cui l’edificio è classificato e della zona climatica in cui p situato.

Un tecnico abilitato ed iscritto al proprio Ordine o Collegio Professionale deve asseverare, in taluni casi anche con una dichiarazione, il rispetto dei limiti di dispersione raggiunti al seguito dei lavori.

Il valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro.

Come viene concessa l’agevolazione?

Entro 90 giorni dal termine dei lavori, è necessario inviare telematicamente all’ENEA ( www.acs.enea.it)i seguenti documenti:

- copia dell’eventuale attestato di certificazione o qualificazione energetica ( allegato A)

- asseverazione del professionista;

- la scheda informativa relativa agli interventi realizzati (allegato E o F);

Per visualizzare gli allegati A, E ed F scarica gli allegati per detrazione fiscali 55%

L’Enea, in caso di corretta procedura, invierà una ricevuta telematica.

E importante conservare i seguenti documenti:

- il certificato di asseverazione redatto dal tecnico abilitato;

- la ricevuta di invio tramite internet emessa da Enea;

- le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute;

- la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento

giovedì 26 gennaio 2012

Incentivi fotovoltaico: associazioni indignate per la norma retroattiva inserita nella notte nel dl liberalizzazioni


Fonte: greenme.it
Chi pensava che con l’approvazione del Quarto Conto Energia finalmente il settore del fotovoltaico avrebbe avuto pace si sbagliava di grosso. Stiamo assistendo in questi giorni a nuove regole e cambi di carte in tavola sul fronte degli incentivi. Il decreto sulle liberalizzazioni ha toccato anche il settore dell'energia eliminando, di fatto, gli incentivi per gli impianti fotovoltaici a terra nei terreni agricoli, già limitati con il Quarto Conto Energia approvato a marzo 2011.

Come avevamo visto ieri, però, la nuova normativa e in particolare l’art. 65 del decreto non veniva applicata ai produttori fotovoltaici che, in buona fede, avevano iniziato a realizzare nuovi impianti secondo quanto previsto dalla normativa vigente ovvero il Decreto Legislativo 28/11 in vigore da appena 10 mesi. Non stupisce, allora, l’indignazione delle associazioni del fotovoltaico che stamattina si sono svegliate con una brutta sorpresa: il testo dell’art. 65 in questione, infatti, sarebbe stato modificato nella notte e nella sua versione odierna prevederebbe la retroattività, stralciando così l’articolo 10 del del DLgs 3 marzo 2011 che concedeva un anno di tempo ai produttori per mettere in esercizio gli impianti fo voltaici nei campi il cui iter fosse già avviato. Gettando così ancora una volta nel panico gli operatori del settore. Soprattutto quei produttori che avendo già sostenuto tutti i costi per la realizzazione degli impianti, “a meno di due mesi dalla scadenza dell’anno di tempo concesso dal DLgs 3 marzo 2011 n.28, non sanno ora se mai potranno ricevere un incentivo per gli impianti prossimi a entrare in esercizio”

Per questo . ANIE/GIFI, APER, ASSOSOLARE e ASSO ENERGIE FUTURE in un comunicato congiunto chiedono con forza “ il rapido e autorevole intervento del Parlamento, affinchè in sede di conversione del Decreto venga stralciata definitivamente la nuova norma antifotovoltaico”.

Le associazioni, in particolare, ribadiscono “la necessità che si evitino interventi normativi estemporanei e retroattivi che minano la stabilità del sistema e ledono la fiducia degli investitori e chiedono che finisca, in maniera definitiva, la fase in cui si decide senza ascoltare la voce delle forze sociali ed economiche che operano in concreto”.

mercoledì 25 gennaio 2012

Fotovoltaico, nei Comuni parte il “Conto energia”

Fonte: linformazione.com

Bologna ‘prende’ il sole per abbattere consumi energetici e bollette (e non incorrere nelle ‘multe’ dell’Ue): in sei Comuni bolognesi (Casalecchio, Sasso Marconi, San Lazzaro, Ozzano, Mordano e Medicina) sta partendo il ‘Conto energia locale’ per promuovere l’installazione di impianti fotovoltaici (che permettono di raggiungere l’autosufficienza energetica e riducono i costi delle bollette) ed evitare i ‘debiti’ energetici che la nuova direttiva comunitaria (entrera’ in vigore a giugno 2014) fara’ ricadere sulle amministrazioni locali che non raggiungono gli obiettivi di riduzione dei consumi.
Il Comune non virtuoso dovra’ infatti appianare il proprio debito attraverso l’acquisto della quota di energia ‘pulita’ che non e’ riuscito a produrre dai municipi che invece hanno superato gli obiettivi, e di conseguenza maturato crediti. Il ‘Conto energia’ funziona cosi’: attraverso il pagamento di una ‘carbon tarif’ (che varia da 60 a 120 euro in base ai consumi annuali di ENERGIA non rinnovabile), ogni famiglia entra a far parte della ‘comunita’ solare’ e contribuisce alla creazione di un fondo che verra’ ridistribuito tra gli aderenti che si impegnano a ridurre i consumi o produrre ENERGIA in maniera eco-sostenibile. Piu’ in dettaglio, secondo il meccanismo presentato e discusso ieri in commissione in Provincia, grazie alla ridistribuzione del fondo, ogni famiglia ricevera’ un ‘audit energetico’ (ovvero un’analisi sui consumi energetici della propria abitazione e una serie di indicazioni specifiche e concrete orientate alla loro riduzione) e potra’ usufruire di ‘bonus economici’ per ogni acquisto fatto per diminuire i consumi (come elettrodomestici a basso consumo o auto a metano) o per produrre ENERGIA ‘pulita’ attraverso impianti fotovoltaici o solare termici.

Incentivi Fotovoltaico: tagli nel decreto Liberalizzazioni

Fonte: pmi.it

Il decreto liberalizzazioni impone lo stop agli incentivi per gli impianti fotovoltaici collocati a terra per la produzione di energia elettrica, ma aumenta quelli per le serre fotovoltaiche: ANIE/GIFI e APER si oppongono. 

Non c’è pace per il settore delle energie rinnovabili, la bozza contenente il pacchetto di liberalizzazioni elaborato dal governo Monti contiene nuovi cambiamenti per gli incentivi al fotovoltaico o meglio per le tariffe incentivanti all’energia elettrica prodotta dai impianti fotovoltaici collocati a terra.

Impianti fotovoltaici a terra

Più in particolare l’articolo 65 del decreto liberalizzazioni in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale andrà a modificare, o meglio a togliere, l’accesso agli incentivi statali previsti dal decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 per il fotovoltaico agricolo, ovvero per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra nei campi agricoli (comma 1).

Incentivi che già il Quarto Conto Energia aveva ridotto all’osso e che riguarderanno i nuovi campi fotovoltaico, senza intaccare gli incentivi riservati ai parchi già realizzati o in fase di completamento (comma 2), a patto però che gli impianti entrino in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto liberalizzazioni.

Si tratta di un nuovo passo del Governo nella direzione della riduzione dei contributi alle fonti rinnovabili con l’obiettivo di arrivare rapidamente alla cosiddetta “grid-parity” e quindi all’indipendenza del settore dagli incentivi pubblici. 

Serre fotovoltaiche

In controtendenza però il comma 3 dello stesso articolo del decreto liberalizzazioni, che innalza gli incentivi per le serre fotovoltaiche previsti dal Quarto Conto Energia, portandoli allo stesso livello di quelli previsti per gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici. L’unico vincolo è che le serre abbiano un rapporto di proiezione al suolo della superficie coperta dai pannelli fotovoltaici non superiore al 50% della superficie totale della serra stessa per preservare i terreni e consentire l’integrazione dell’attività agricola.

ANIE/GIFI e APER

ANIE/GIFI e APER chiedono a gran voce di stralciare l’art. 65, inserito nel decreto liberalizzazioni senza previa consultazione delle Associazioni di categoria, perché questo non farebbe altro che alimentare nuovamente incertezza per il settore delle rinnovabili portando vantaggi a pochi a scapito del bene del Paese.

Nel comunicato delle Associazioni si legge: «il Decreto, se confermato dal Parlamento, andrebbe ad incentivare una corsa alla realizzazione di mega impianti su terreni agricoli, accelerando l’esaurimento delle risorse disponibili che dovrebbero andare ad incentivare lo sviluppo organico e distribuito del settore».

martedì 24 gennaio 2012

LIBERALIZZAZIONI: ANIE-APER, PENALIZZATO IL FOTOVOLTAICO

Fonte: agienergia.it

(AGI) - Roma, 24 gen. - Infatti l'art. 65 del Decreto sulle liberalizzazioni introdurrebbe un anno di totale anarchia durante il quale sarebbe possibile realizzare impianti su terreni agricoli di qualsiasi dimensione, senza i limiti di rapporto superficie impianto/superficie agricola. L'adozione di tale provvedimento rappresenterebbe, da un lato l'ennesima modifica regolatoria avvenuta a poco meno di un anno dall'entrata in vigore del IV Conto Energia e dall'altro l'ulteriore imposizione normativa contenuta in provvedimenti legislativi di altra natura, non richiesti dal settore fotovoltaico. Tutto cio' genererebbe un'incertezza sul mercato portando vantaggi a pochi a scapito del bene del Paese. Il Decreto, se confermato dal Parlamento, di cono Anie e Aper, andrebbe ad incentivare una corsa alla realizzazione di mega impianti su terreni agricoli, accelerando l'esaurimento delle risorse disponibili che dovrebbero andare ad incentivare lo sviluppo organico e distribuito del settore.

Fotovoltaico a concentrazione, cosa cambia negli incentivi

Fonte: tekneco.it

Secondo il Quarto Conto energia, fino al 2016 diminuiranno gli incentivi per chi è titolare di un impianto fotovoltaico. Cosa cambia per il settore.

Sono destinati a calare sempre più gli incentivi per il fotovoltaico. Lo prevede il Titolo IV del DM 05/2011, meglio conosciuto come Quarto Conto energia. Questa decrescita, partita da giugno 2011 con il primo di gennaio ha visto ulteriori modifiche, che riguardano anche gli impianti fotovoltaici a concentrazione (Cpv).Come ricorda la norma, “possono, inoltre, beneficiare degli incentivi previsti dal Decreto solo gli impianti fotovoltaici a concentrazione che hanno una potenza non inferiore a 1 kW e non superiore a 5 MW”.
In base a questa norma per gli impianti fotovoltaici a concentrazione le tariffe sono suddivise in questo modo: per gli impianti con potenza compresa tra 1 kW e 200 kW; per gli impianti con potenza compresa tra 200 e 1000 kW; per gli impianti con potenza superiore a 1000 kW.
Ebbene, rispetto agli impianti entrati in esercizio tra il primo giugno e il 31 dicembre 2011 gli impianti che entreranno in azione nel primo semestre dell’anno in corso godranno di incentivi rispettivamente fissati a 0,352; 0,304 e 0,266 euro/kWh rispetto a 0,359; 0,310; 0,272 euro/kWh del semestre precedente.
Inoltre, per gli impianti che si attiveranno nel secondo semestre 2012 le tariffe saranno ancora più basse e precisamente a 0,345 euro/kWh per la prima categoria di impianti; 0,298 per la seconda categoria; e 0,261 per la terza categoria (ossia gli impianti maggiori a 1 MW).
A decorrere poi dal primo semestre 2013, come recita il Gse, “le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull’energia immessa nel sistema elettrico, mentre sulla quota di energia autoconsumata è attribuita una tariffa specifica”. Anche negli anni successivi le tariffe onnicomprensive andranno progressivamente a ridursi ogni semestre.

Fotovoltaico in aree agricole: cancellati gli incentivi

Fonte: rinnovabili.it

Approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri ed ora in esame al Parlamento, il nuovo provvedimento bloccherebbe gli incentivi agli impianti solari realizzati su terreni agricoli.

(Rinnovabili.it) – Fotovoltaico contro aree coltivate. La discussione sembra essere giunta ad un punto fermo che sconvolge ancora una volta le regole dettate al comparto del solare italiano. Secondo quanto circolato in queste ore l’articolo 65 del decreto legge sulle liberalizzazioni metterebbe definitivamente la parola fine agli incentivi del Quarto Conto Energia per tutti gli impianti realizzati a terra.
Si legge nella bozza del provvedimento: “Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, non è consentito l’accesso agli incentivi statali di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28”. Uno stop tuttavia che concede qualche eccezione, escludendo infatti tutte le istallazioni in possesso di titolo abilitativo, conseguito entro la data di entrata in vigore del decreto o che abbiano presentato una richiesta entro la stessa data, “a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto”.

Il provvedimento agevola al contrario gli impianti fotovoltaici costruiti a copertura di serre di produzione agricola, i cui moduli sono assimilati a quelli istallati su edifici. Si legge al comma 3 dell’articolo: “Agli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di serre così come definite dall’articolo 20, comma 5 del decreto ministeriale 6 agosto 2010, si applica la tariffa prevista per gli «impianti fotovoltaici realizzati su edifici». Al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre – a seguito dell’intervento – devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e la superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50 per cento.

martedì 27 dicembre 2011

SUNPOWER IN-ROOF SL

Il prodotto SUNPOWER IN-ROOF SL è stato riconosciuto dal GSE come componente speciale ai sensi della Guida alle applicazioni innovative finalizzate all'integrazione architettonica del fotovoltaico Revisione 1 (quarto conto energia).