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giovedì 5 luglio 2012

V Conto Energia: ancora in ritardo il governo


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari
V Conto Energia. Il decreto ancora non vede la luce mentre le associazioni del settore fotovoltaico continuano a scalpitare. Ecco le ultime novità.

Il governo, tanto per cambiare, è in ritardo. In particolare sembra proprio difficile da sanare il rapporto tra i due ministeri competenti, quello dello Sviluppo economico e quello dell'Ambiente. E i due ministri titolari, Corrado Passera e Corrado Clini, si sa che in tema di Conto Energia non riescono a trovare un compromesso.

Quello dei due più malleabile e disposto ad ascoltare gli appelli del settore è da sempre Clini, ma la situazione ha provocato uno stallo che ha impedito al nuovo decreto di essere varato in tempi ragionevoli. Il V Conto Energia – questo ormai sembra proprio ufficiale – entrerà in vigore a settembre, di sicuro non al raggiungimento immediato del tetto dei 6 miliardi previsto per il Quarto Conto Energia attualmente in vigore.

In ogni caso, ci sono ancora alcuni punti da rivedere, primo tra tutti la soglia di potenza che obbliga l'iscrizione degli impianti fotovoltaici al registro tenuto dal Gse, un punto sul quale però le associazioni sono pronte a scendere a compromessi, come abbiamo già visto nel caso del Comitato Ifi.

Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato, ha infatti affermato: "Siamo disposti a rinunciare all'innalzamento della soglia dai 12 ai 20 kw per l'accesso al Registro e alla 'sanatoria' che vedrebbe gli impianti fotovoltaici non entrati ancora in esercizio a beneficiare delle tariffe incentivanti del IV Conto".

Ma sul piede di guerra ci sono anche altre associazioni. Ecco le parole di Sergio D'Alessandris, Presidente di Assolterm: "La quota che il decreto assegnerebbe al solare termico incide al 25-35% sul costo dell'investimento: è troppo poco. Ci aspettiamo che il regime incentivante possa garantire un rientro di almeno il 50-55% del costo di installazione di un sistema solare termico. Visto che è difficile che un solo strumento riesca da solo ad offrire un tale sostegno, la proposta è di rendere cumulabili le varie incentivazioni attualmente presenti, fissando magari un tetto massimo del 50-55%".

Assolterm considera tutto sommato il decreto soddisfacente, ma "per fare delle scelte è necessario valutare prima i costi e i benefici delle diverse tecnologie – ribadisce D'Alessandris -e da quello che leggiamo in questa bozza ci sembra di poter dire che i benefici della nostra tecnologia non sono stati valutati con sufficiente attenzione"....continua a leggere  

mercoledì 18 aprile 2012

Quinto conto energia: Clini, “le regole vanno cambiate”




Fonte: ecoo.it:   Sul Quinto Conto Energia si sono fatte sentire le reazioni delle diverse associazioni ambientaliste, le quali hanno criticato l’operato del governo, che ha ridotto gli incentivi statali, non favorendo lo sviluppo di un settore, quello degli impianti fotovoltaici, che ha molte potenzialità. Nello specifico sulla questione è intervenuto il Presidente di Anie/Gifi Valerio Natalizia, il quale non ha esitato a definire il quinto Conto Energia un “provvedimento miope“, perché è destinato a fermare lo sviluppo del ricorso al fotovoltaico. Un danno anche per l’economia, perché si mettono in crisi numerosi posti di lavoro.

Valerio Natalizia ha spiegato: “Il settore degli impianti fotovoltaici è un un’enorme opportunità da cogliere senza esitazioni. Il Governo, con il decreto firmato ieri, invece di disinibire lo sviluppo sostenibile del settore degli impianti fotovoltaici, ha posto le basi per il rapido dissolvimento della filiera nazionale. In questo modo si vanificano gli investimenti fatti ed i 6 miliardi di spesa annui già impegnati per i prossimi 20 anni“.

Il ministro dell’Ambiente Clini ha fatto notare come invece si vuole cambiare rotta rispetto al passato, favorendo soprattutto lo sviluppo di nuove tecnologie prodotte in Italia e destinata ad essere utilizzare nel settore delle energie rinnovabili.

In particolare Clini ha fatto notare: “La preoccupazione più importante è stata la salvaguardia dei posti di lavoro, per questo lo schema presentato ieri cerca di orientare gli incentivi statali verso tecnologie che possano essere prodotte e sviluppate in Italia e sostenere così una filiera produttiva molto importante“.

Inoltre il ministro ha spiegato che c’è l’intenzione di creare una vera competizione tra energie rinnovabili e sistemi energetici tradizionali.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

lunedì 9 aprile 2012

Impianti Fotovoltaici: cosa accadrà dopo gli incentivi?

Fonte: caserta24ore.itIn vista dell’avvicinamento della grid parity del fotovoltaico è oggi forse utile iniziare a pensare al dopo incentivi? La risposta è sì. Con gli ulteriori sviluppi del conto energia, in parte già previsti dall’ultimo decreto-fotovoltaico, gli incentivi attraverseranno nei prossimi anni la loro ultima fase verso l’estinzione totale e definitiva.

Il fotovoltaico per sopravvivere raggiungerà presto, molto presto, livelli di prezzo più bassi tali da renderlo effettivamente e spontaneamente competitivo con le fonti convenzionali. Cosa è la grid parity nel fotovoltaico? La grid parity del fotovoltaico è la situazione di mercato in cui il costo dell’energia prodotta dal fotovoltaico risulta uguale o minore del costo del Kilowattora prodotto dalle fonti convenzionali. E’ una situazione di mercato nella quale, quindi, il solare fotovoltaico diventa competitivo, in termini di costo-efficienza, con le tradizionali fonti fossili. Una fase in cui il solare fotovoltaico può stare in piedi da solo, autosostenersi sul mercato, senza più bisogno degli incentivi statali che hanno caratterizzato la fase di start-up del mercato con ingenti risorse della collettività (per inciso: il miglior modo per ammortizzare le ingenti risorse pagate dalla collettività per incentivare le energie rinnovabili è installare impianti di auto produzione e autoconsumo da fonti rinnovabili).

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

venerdì 6 aprile 2012

Impianti Fotovoltaici: i timori del Quinto Conto Energia

Tema 'caldo' di questi giorni, il Conto Energia è il meccanismo di incentivazione dedicato agli impianti solari fotovoltaici e solari termodinamici. Il Governo è al lavoro sulle bozze del Quinto Conto Energia che andrà a sostituire l’attuale Quarto per il quale è previsto un aggiornamento in caso di eccessivo 'peso' degli incentivi erogati sotto forma di un pagamento per ogni chilowattora prodotto, con risorse prelevate dalle bollette elettriche dei consumatori.

E intanto il settore delle rinnovabili si prepara a scendere in piazza il 18 aprile a Roma, in piazza Montecitorio, per manifestare i propri timori. Ad alimentare il malumore sarebbero le bozze del Quinto Conto Energia, stando alle quali il provvedimento potrebbe tagliare gli incentivi al solare, istituendo un registro per gli impianti di potenza dai 3 kW in su e privilegiando gli impianti di piccola taglia, l’autoconsumo e la riconversione di aree disagiate proprio grazie all’installazione di impianti. E poi il tetto di spesa: 7 miliardi di euro all’anno. Interventi che non trovano il consenso delle associazioni di categoria, per le quali "la risposta da parte dei rappresentanti del governo è inadeguata rispetto alle richieste fatte - spiega all'Adnkronos Edoardo Zampini di Legambiente, associazione che sostiene la manifestazione insieme con il Kyoto Club - le associazioni delle rinnovabili e le aziende hanno quindi deciso di convocare l'appuntamento di piazza e il secondo appuntamento degli Stati Generali che potrebbe tenersi nel pomeriggio. 

Alla manifestazione stanno aderendo tutte le associazioni del settore e centinaia di aziende". Contro la minaccia dei tagli il settore si mobilita, nonostante le rassicurazioni del ministro Clini che aveva escluso sorprese in arrivo. Da parte sua, però, il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha riconosciuto la necessità di "aggiustare le storture che sono state fatte in passato su incentivi dati nel campo dell'energia rinnovabile che non possono essere lasciati andare avanti". In attesa che i ministeri competenti trovino il giusto accordo, il timore è che l’incertezza creata dall’esistenza di bozze ufficiose paralizzi il mercato. Secondo il dipartimento Energy&Strategy al Politecnico di Milano, il fotovoltaico italiano potrebbe fronteggiare la fine degli incentivi a partire dal 2014, e solo in presenza di condizioni particolari, come l’irraggiamento elevato e un ulteriore calo delle materie prime. Anche secondo Andrea Brumgnach, consigliere di Anie/Gifi, i continui interventi normativi sul tema degli incentivi rischiano di mandare in confusione il mercato e offrire un’immagine negativa dell’Italia a livello internazionale.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

martedì 3 aprile 2012

GIFI/ANIE: gli incentivi rappresentano un investimento, non un costo

Allineato alla posizione del Ministro Clini, il Presidente Valerio Natalizia difende il fotovoltaico, un settore necessario all’indipendenza energetica e allo sviluppo del nostro Paese.


Fonte: rinnovabili.it:   “La campagna mediatica sui costi del fotovoltaico è strumentale e di parte. Non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorarne i vantaggi”. Questo il commento del Presidente di GIFI/ANIE, Valerio Natalizia, sulla posizione assunta dal Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a favore di un settore che nel solo 2011 ha generato un volume di investimenti pari a 40 miliardi di euro, con un gettito IVA che ha raggiunto i 4 miliardi di euro. Nel confronto tra combustibili fossili e rinnovabili, l’associazione ha specificato come nel primo caso vengano spesi ogni anno circa 60 miliardi di euro, mentre nel secondo caso siamo intorno a 7 miliardi di euro di costi all’anno, un investimento grazie al quale l’Italia riesce a soddisfare il 10% della domanda elettrica nazionale, oltretutto con una fonte che non viene importata dall’estero ed è al contempo pulita e non onerosa. Natalizia ha ricordato anche i vantaggi in termini occupazionali che il fotovoltaico ha creato negli ultimi 5 anni (100.000 posti di lavoro creati, di cui “20.000 addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni”).

Ma si potrebbe fare di più per far sì che il settore possa evolversi in maniera stabile. Il limite allo sviluppo e all’innovazione del sistema elettrico italiano, infatti, è rappresentato secondo Natalizia dalla poca flessibilità degli impianti di produzione centralizzata. “Solo promuovendo nuove tecnologie energetiche e infrastrutture di rete innovative – ha dichiarato Natalizia – si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitività ed indipendenza energetica dalle instabilità geopolitiche”. Un’ultima riflessione sulla bolletta elettrica che, secondo il Presidente di GIFI/ANIE, andrebbe ripulita da tutti quegli oneri impropri, quali costi per le fonti assimilate, per il nucleare e per gli sconti concessi alle grandi industrie (come le acciaierie), che gravano sui cittadini e non generano né innovazione né competitività.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

lunedì 27 febbraio 2012

Fondi UE nel settore delle rinnovabili



L'Unione Europea attraverso il bando Intelligent Energy Europe 2012 pubblicato lo scorso 20 dicembre mette a disposizione un fondo per finanziare progetti nel settore delle rinnovabili, all'efficienza e sostenibilità energetica. I dettagli si possono vedere nel sito del GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Il budget verrà utilizzato in quattro aree diverse: Save – Efficienza energetica (bilancio indicativo: 15 milioni di euro); Altener – Fonti di energia nuove e rinnovabili (bilancio indicativo: 11,5 milioni di euro); Steer – Energia nei trasporti (bilancio indicativo: 12,5 milioni di euro); Iniziative integrate (bilancio indicativo: 27 milioni di euro). Potranno richiedere i finanziamenti tutte le persone giuridiche pubbliche o private, residenti in uno dei Paesi dell’UE, ma anche in Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Croazia ed ex-Repubblica Iugoslava di Macedonia, le organizzazioni internazionali e le agenzie energetiche locali e regionali create nell’ambito del programma EIE, inoltre e aperto anche per il Centro comune di ricerca della Commissione europea.
I progetti che saranno finanziati non dovranno superare i 3 anni e saranno coperti per il 75% della spesa, e ogni proposta deve essere presentata da un partenariato costituito da almeno tre soggetti giuridici indipendenti, ciascuno con sede in un paese diverso.
Le candidature possono essere presentate online, utilizzando il Servizio Elettronico di Presentazione delle Proposte (EPSS). Il termine per l’invio delle domande scade il prossimo 8 maggio. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo email eaci-iee-enquiries@ec.europa.eu.


-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

venerdì 24 febbraio 2012

Anche in Germania gli incentivi si abbassano

Come nel resto d'Europa anche gli incentivi tedeschi si abbasseranno.
I Ministri dell'Ambiente e dell'Economia del governo tedesco hanno trovato un accordo sulla base delle tariffe per il fotovoltaico, che saranno tagliate dal 20 al 30% ma non sarà introdotto un tetto alle installazioni. Il taglio delle sovvenzioni entrerà in vigore dal 9 marzo, anticipando e inasprendo la riduzione del 15% già prevista della normativa di settore, che sarebbe dovuta scattare solo il 1 luglio. L'entità del taglio, comunque, è diverso in base alla potenza degli impianti: quelli fino a 10 kW subiranno una diminuzione degli incentivi di circa il 20,2%, taglio compreso tra il 25 e il 29%, invece, per le installazioni da 10 a 1000 kW; stangata del 26%, in ultimo, per gli impianti con potenza superiore ai 1.000 kW. 
Per tutti, tra l'altro, l'ammontare degli incentivi sarà calcolato solo su una parte dell'elettricità prodotta: l'85% per gli impianti più piccoli e il 90% per quelli di taglia media e grande. Niente a che vedere, con impianti maggiori di 10.000 kW, per i quali gli incentivi saranno eliminati definitivamente.

-Innova Energie Rinnovabili-

venerdì 3 febbraio 2012

Super Bowl 2012: CO2 azzerata ed elettricità da fonti rinnovabili

Scatta anche quest’anno l’ora “x” per tutti gli appassionati di sport degli Stati Uniti e non solo: oltreoceano è tempo di Super Bowl. Quella in programma domenica 5 febbraio sarà la 46ima edizione della finale del campionato professionistico di football americano (National Football League). Si tratta della manifestazione sportiva più importante degli USA, che ogni anno inchioda davanti al teleschermo decine di milioni di spettatori in tutto il mondo.

Per la prima volta nella storia della NFL, il gran finale del campionato si terrà a Indianapolis, nell’Indiana, ma questa non sarà l’unica novità dell’edizione 2012. Il Super Bowl di quest’anno, infatti, è stato organizzato all’insegna della sostenibilità ambientale.

L’elettricità necessaria per alimentare le luci, i computer, i maxi-schermi e gli spogliatoi, tanto per cominciare, sarà fornita dalla Green Mountain Energy Company, una delle più grandi società americane del settore delle rinnovabili: in totale, saranno utilizzati circa 15.000 energia pulita.

La Green Mountain, inoltre, provvederà a neutralizzare le emissioni di CO2 causate dagli spostamenti aerei e terrestri delle due squadre finaliste, i Patriots e i Giants. Previsti, infine, il recupero e il riutilizzo dell’olio da cucina impiegato per servire pasti e spuntini durante la partita. I servizi di ristorazione all’interno del Lucas Oil Stadium di Indianapolis, infatti, sono affidati a una ditta (la Filta) che raccoglie i grassi di frittura esausti e li rigenera attraverso un processo di micro-filtraggio.

Difficile pensare a una misura di green washing, dato che il Super Bowl è uno degli eventi più seguiti del Pianeta, muove un giro d’affari considerevole e non ha certo bisogno di ulteriore popolarità. Quali che siano le motivazioni che hanno spinto la NFL in direzione della sostenibilità, in ogni caso, oltre 110 milioni di telespettatori assisteranno quest’anno a un evento un po’ più “verde”, e questa non può che essere una buona notizia. Vinca il migliore.

Fonte: greenstyle.it

martedì 24 gennaio 2012

LIBERALIZZAZIONI: ANIE-APER, PENALIZZATO IL FOTOVOLTAICO

Fonte: agienergia.it

(AGI) - Roma, 24 gen. - Infatti l'art. 65 del Decreto sulle liberalizzazioni introdurrebbe un anno di totale anarchia durante il quale sarebbe possibile realizzare impianti su terreni agricoli di qualsiasi dimensione, senza i limiti di rapporto superficie impianto/superficie agricola. L'adozione di tale provvedimento rappresenterebbe, da un lato l'ennesima modifica regolatoria avvenuta a poco meno di un anno dall'entrata in vigore del IV Conto Energia e dall'altro l'ulteriore imposizione normativa contenuta in provvedimenti legislativi di altra natura, non richiesti dal settore fotovoltaico. Tutto cio' genererebbe un'incertezza sul mercato portando vantaggi a pochi a scapito del bene del Paese. Il Decreto, se confermato dal Parlamento, di cono Anie e Aper, andrebbe ad incentivare una corsa alla realizzazione di mega impianti su terreni agricoli, accelerando l'esaurimento delle risorse disponibili che dovrebbero andare ad incentivare lo sviluppo organico e distribuito del settore.