Per l'European Solar Days Sardegna, Marco Sotgiu di Innova Energie Rinnovabili intervista all'Ing. Andrea Zucca Assessore Comune di Monserrato, Cagliari
domenica 1 aprile 2012
European Solar Days Sardegna: Innova Energie Rinnovabili intervista Andrea Zucca, Assessore del comune di Monserrato, Cagliari
Quinto conto energia: nuovo taglio incentivi, il settore fotovoltaico chiede protezione
Dopo il benvenuto di Massimiliano Pierini – Business Unit Director Reed Exhibitions Italia, organizzatrice di MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT – ha introdotto i lavori Vittorio Chiesa, responsabile del dipartimento Energy&Strategy al Politecnico di Milano, che ha tracciato lo stato dell’arte del fotovoltaico nella Penisola, sottolineando che il 2011 è stato un anno boom in Italia, con impianti installati per oltre 9,3 GW. Un dato che ci colloca al secondo posto a livello mondiale dopo la Germania. Il nuovo anno, invece, vede un rallentamento della corsa, sia per le difficoltà di accesso al credito, sia per le bozze che hanno preso a girare relativamente al Quinto Conto Energia. “Una riduzione degli incentivi è accettabile, anche alla luce del calo registrato dalle materie prime”, ha spiegato, “ma l’incertezza creata dall’esistenza di bozze ufficiose rischia di paralizzare il mercato”. Chiesa ha presentato uno studio realizzato dal suo dipartimento universitario, secondo cui l’industria sarebbe pronta a fronteggiare la fine degli incentivi a partire dal 2014, ma solo in presenza di condizioni particolari, come l’irraggiamento elevato e un ulteriore calo delle materie prime.
Andrea Brumgnach, consigliere di Anie/Gifi, ha criticato i continui interventi normativi sul tema degli incentivi, che rischiano di mandare in confusione il mercato e offrire un’immagine negativa dell’Italia a livello internazionale. “Nel 2010 è stato messo a punto un piano triennale, rivisto pochi mesi dopo con un nuovo obiettivo quinquennale. Oggi si parla di nuovi interventi e nel frattempo il mercato rallenta perché non vede chiarezza”, è stato il suo commento.
Alla base del probabile nuovo Conto Energia c’è proprio la corsa del fotovoltaico nella Penisola. L’obiettivo di budget annuale è stato fissato a 6 miliardi di euro, ma già nel primo scorcio del 2012 si è arrivati a una quota cumulata di 5,6 miliardi. “I piccoli operatori rischiano di pagare il prezzo più elevato in questo clima di incertezza diffusa”, ha commentato Maurizio Esitini, direttore generale di Assistal (Associazione Nazionale Costruttori di Impianti). Mentre Alessandro Cremonesi, presidente di Ifi (Industrie Fotovoltaiche Italiane), ha chiesto che si ponga fine agli squilibri creati dagli stessi incentivi. “Siamo in una situazione paradossale: se in Cina gli incentivi cominciano a muovere solo ora i primi passi, le aziende cinesi hanno conquistato il mercato con l’80% della produzione mondiale. Un risultato raggiunto anche grazie a una politica di dumping che ha penalizzato i produttori italiani”.
Marco Pigni, direttore di Aper (Associazione Produttori da Energia Rinnovabile), ha auspicato una soluzione equilibrata: “In un mondo globale non ha molto senso assumere posizioni autarchiche”, ha premesso, per poi specificare: “Appuntamenti come questa fiera dimostrano che la crescita passa per uno scambio di competenze e know-how che travalicano i confini nazionali. Questo non vuol dire dimenticare che l’industria italiana è svantaggiata sul fronte dei prezzi rispetto a quella asiatica e va tutelata con soluzioni premiali, come previsto dal Quarto Conto Energia”. In vista di una ridefinizione degli incentivi, Pigni ha auspicato che si ragioni “in un’ottica integrata dell’efficienza e della sostenibilità energetica, superando l’approccio poco organico spesso seguito in passato”.
Un invito condiviso da Sergio D’Alessandris, presidente di Assolterm (Associazione Solare Termico), che ha lamentato una scarsa considerazione delle istituzioni sul tema: “L’Enea certifica che l’80% dei consumi energetici domestici riguarda l’ambito termico, ma ancora mancano i decreti a sostegno del settore, attesi già nell’autunno scorso. Se a questo si aggiunge il rischio di fine delle detrazioni al 55% previste per gli interventi di efficienza energetica in ambito domestico, emerge un quadro sconcertante”. D’Alessandris ha concluso sottolineando di non voler esclusivamente difendere la categoria: “Così facendo, si penalizza l’intero Paese”, ha spiegato, “perché mancheremo gli obiettivi europei al 2020, andando incontro a un processo di infrazione”.
Ha concluso la tavola rotonda l’intervento di Federico Musazzi, Segretario Assotermica (Associazione produttori di apparecchi e componenti per impianti termici), evidenziando come: “l’industria europea, e in particolare, quella italiana sono in grado di offrire le migliori tecnologie in materia di efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili termiche. MCE è una chiara dimostrazione e il luogo ideale dove poter toccare con mano quanto di più innovativo il mercato offre”. “Come Assotermica ci auguriamo, in primo luogo, maggiore strutturalità e certezza del meccanismo di incentivi per le fonti termiche e in secondo luogo, una revisione degli obblighi minimi di copertura degli edifici derivanti da fonti termiche per il riscaldamento, l’acqua calda sanitaria e il raffrescamento rispetto a quanto previsto attualmente dall’allegato 3 del decreto 28/2011 che ad oggi prevede valori estremamente severi che nella realtà sono difficilmente praticabili”.
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
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Il fotovoltaico rallenta in Italia, in calo del 3,6%
È questo il quadro presentato nel corso di un convegno sul tema al salone Expocomfort, in corso a Fieramilano. L'anno scorso, spiega il direttore dell'Energy & Strategy Group, Vittorio Chiesa, che ha illustrato i numeri del settore, ha visto in Italia anche un aumento del 303% negli allacci ma il dato, per gli operatori, appare viziato dagli effetti del decreto salva-Alcoa, che ha consentito di usufruire di vecchi incentivi per l'allaccio di impianti realizzati in precedenza.
Expocomfort è il salone che si chiude oggi a Fiera Milano a Rho, dedicato alla tecnologia rivolta all'efficienza e al risparmio energetico, indipendentemente dalla fonte utilizzata. Numerosi i settori interessati: pompe di calore ad alte prestazioni, pannelli solari ibridi, biostufe, idrotermosanitario: circa duemila gli stand e migliaia di buyer da tutto il mondo.
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
Decreto sulle rinnovabili: Il comitato contro fotovoltaico ed eolico d'accordo col governo Monti
“La bozza, se approvata così com’è, - si legge nella nota - segnerebbe un’importante dicotomia con quanto verificatosi fino ad oggi. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione di impianti eolici industriali che hanno letteralmente devastato dal punto di vista paesaggistico e ambientale alcune zone d’Italia, soprattutto nel meridione. Questa massa incontrollata di impianti industriali rinnovabili ha goduto, senza limitazione alcuna, di ingentissimi incentivi che gravano in modo intollerabile e pesantissimo sulla bolletta elettrica degli italiani”. “Ora pare che il Governo – continua il comitato - stia correndo ai ripari imponendo una serie di misure che finalmente mettono un tetto annuo alla potenza installata che accederebbe agli incentivi. Bene, era ora. La bozza prevede, infatti, delle misure di contingentamento per evitare che la spesa sfugga ad ogni controllo, istituisce delle aste al ribasso per gli impianti oltre i 5 MW e l’iscrizione a registri nazionali per tutti gli altri. I registri stabiliscono dei volumi massimi predefiniti per ciascun anno e per tecnologia e creeranno graduatorie seguendo criteri di priorità”.
Il comitato sprona il Governo a non retrocedere: “Invitiamo il Governo a non recedere dalle intenzioni manifestate, lo esortiamo a non cedere alle pressioni della speculazione che iniziano già a manifestarsi e, anzi, auspichiamo che l’azione governativa prenda coraggio e diventi consequenziale a quanto esposto nelle premesse della bozza. Esortiamo il Governo a porre uno stop definitivo alle tecnologie più dannose per il paesaggio, come l’eolico e ad allocare le risorse così risparmiate al ben più benefico settore del risparmio energetico e dell’efficienza.
“Il Governo – conclude il comitato - sappia fin da ora che se questo sarà l’esito della sua azione avrà il plauso e l’approvazione delle migliaia di cittadini che hanno subito inermi la devastazione causata dalle energie rinnovabili industriali fuori controllo quali l’eolico industriale”. Il comitato nazionale contro Fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi non è avverso alle energie rinnovabili ma ribadisce di essere fermamente contrario alle speculazioni ordite sulla testa dei cittadini a danno dell’ambiente e dei territori.
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
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sabato 31 marzo 2012
Decreto fonti rinnovabili elettriche: finalmente la bozza
Fonte: greenbiz.it: La bozza di decreto che definisce i nuovi incentivi per le rinnovabili elettriche (ovvero eolico, biomasse e idro) recepisce finalmente, nelle sue premesse, l’allarme per i finanziamenti fuori controllo che pesano sulle bollette dei cittadini e delle imprese italiane.
Ad affermarlo è l'associazione Amici della Terra, che in una nota, riconosce gli aspetti positivi del decreto i cui contenuti stanno circolando nelle ultime ore.
Ecco gli stralci del provvedimento che, secondo l'associazione, mettono il governo sulla "strada giusta" nella definizione di un quadro normativo adeguato:
- "l’approccio finora seguito non sia stato ottimale (...) si è teso a privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica (...) rispetto ai settori calore e trasporti o all’efficienza energetica che, invece, sono modalità economicamente più efficienti";
- "il ritorno economico sulla filiera italiana di questi investimenti è stato
spesso non ottimale, a causa della forte spinta su tecnologie dove l’Italia non ha una leadership industriale";
spesso non ottimale, a causa della forte spinta su tecnologie dove l’Italia non ha una leadership industriale";
- "gli incentivi corrisposti per l’energia rinnovabile elettrica sono stati, in molti casi, oltre il doppio che in altri paesi europei";
- "tutto questo si è tradotto in un costo molto elevato per il Paese (...) (quasi un quarto della ‘bolletta totale’ italiana) (...) il costo cumulato/complessivo è di oltre 150 miliardi di Euro, (...) un aggravio di 120 Euro all’anno per la famiglia media (...)";·
- "in molti Paesi d’Europa (...) è in corso un ripensamento delle politiche nazionali sulle Rinnovabili in qualche caso in maniera drastica"; ·
- "il mix di energie rinnovabili (elettriche, termiche e l’efficienza energetica) per il futuro dovrà favorire le tecnologie più vantaggiose in termini di minor costo unitario (€/MWh, €/Ton CO2 evitata); maggiori ricadute sulla filiera economica del Paese (...) minor impatto ambientale (tenendo conto di vari fattori: emissioni, impatto sul paesaggio, presidio del territorio, interferenze con usi alimentari/ industriali, ecc) e sulle reti elettriche".
- "occorre rivedere l’attuale gerarchia d’uso delle risorse economiche, spostando il più possibile risorse verso il settore termico e l’efficienza energetica".
Gli Amici della Terra sottoscrivono dunque integralmente queste intenzioni purché le misure effettive si rivelino coerenti con esse e purché il governo non receda difronte alle prevedibili contestazioni degli sviluppatori di impianti eolici e fotovoltaici di scarsa qualità, ovvero di coloro che in questi anni hanno potuto speculare su misure «non ottimali».
Secondo l'associazione il testo, pur definendo un tetto annuale a nuovi impianti rinnovabili elettrici e norme più rigorose per l’attribuzione degli incentivi, non pone uno stop alle tecnologie più dannose per il paesaggio, come l’eolico. Dovrebbe farlo, invece, se volesse davvero destinare qualche risorsa in più alle rinnovabili termiche e all’efficienza energetica che (lo ricordano) attualmente beneficiano solo di una detrazione fiscale del 55% dell’investimento in 10 anni, detrazione che dal 2013 si ridurrà al 36%.
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
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Corrado Passera: "le bollette sono troppo alte, agiremo"
Fonte: qn.quotidiano.net. Il ministro dello Sviluppo cita la liberalizzazione del mercato del gas e l'utilizzo di nuovi giacimenti in Italia come possibile mezzo per evitare nuovi rincari. Evasione? "Non può essere considerato furbo chi non paga le tasse".
"La bolletta dell’energia per gli italiani è troppo alta. Serve un lavoro sia a breve che a medio periodo". È quanto ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera alla vigilia degli aumenti delle bollette di elettricità e gas, a margine del forum Ambrosetti a Cernobbio. Per il futuro "prima di tutto bisogna evitare che crescano ulteriormente" e ha citato la liberalizzazione del mercato del gas e l'utilizzo di nuovi giacimenti in Italia come possibile mezzo per arrivare a questo obiettivo.
FONTI ALTERNATIVE
Sulle energie rinnovabili "con senso di misura e razionalità, come previsto, la settimana prossima usciremo con i decreti ministeriali". Passera sottolineando l’importanza di arrivare a "un riallineamento degli incentivi a quelli che si pagano negli altri Paesi". E spiega: "Intendiamo raggiungere e superare gli obiettivi europei sulle rinnovabili, ma dobbiamo farlo bene, non come in questi anni in cui sono stati impegnati troppi soldi delle famiglie e delle imprese non nella maniera migliore, per fare un'operazione troppo accelerata a prezzi troppo alti con incentivi troppo più alti di quelli di altri paesi".
EVASIONE
"Certamente non può essere più considerato furbizia non pagare le tasse", ha detto commentando i dati Irpef 2010, secondo i quali un italiano su due guadagna meno di 15mila euro. "Anche gli ultimi dati - ha messo in rilievo - dicono che ci devono essere più controlli e migliori norme, ma alla fine ci deve essere anche una sanzione sociale. Non deve essere tollerabile anche tra le persone che chi può contribuire in maniera adeguata non lo fa, come avviene adesso. Perché questa situazione cambi ci vuole uno sforzo di tutti".
LE GRANDI OPERAZIONI
"Ho sempre visto e toccato con mano che le grandi ristrutturazioni, i grandi rilanci, le grandi operazioni aziendali e di settore, ma quindi anche il Paese, hanno bisogno di parti sociali che lavorano insieme".
Così il ministro dello Sviluppo a chi gli chiede se la riforma del lavoro con la Cgil si vada verso una stagione di scontro. Passera precisa però che "questa è una fase in cui bisogna trovare un aggiustamento della normativa sul lavoro su tutti gli aspetti, perché il tavolo sui cui si è lavorato in questi mesi gestito dal ministro Fornero, è legato a tutti gli aspetti: flessibilità in entrata e in uscita, ammortizzatori sociali, politiche per l’impiego, servizi per l’impiego. Tutte queste cose si tengono e devono essere viste insieme. Quando poi si arriva ad un accordo, bisogna che non si pigli questo si e quello no: bisogna torvare un accordo complessivo".
Così il ministro dello Sviluppo a chi gli chiede se la riforma del lavoro con la Cgil si vada verso una stagione di scontro. Passera precisa però che "questa è una fase in cui bisogna trovare un aggiustamento della normativa sul lavoro su tutti gli aspetti, perché il tavolo sui cui si è lavorato in questi mesi gestito dal ministro Fornero, è legato a tutti gli aspetti: flessibilità in entrata e in uscita, ammortizzatori sociali, politiche per l’impiego, servizi per l’impiego. Tutte queste cose si tengono e devono essere viste insieme. Quando poi si arriva ad un accordo, bisogna che non si pigli questo si e quello no: bisogna torvare un accordo complessivo".
DISOCCUPAZIONE E DISAGIO
"Come può non preoccupare?". Passera rispondendo in questo modo a chi, a margine del forum Ambrosetti, gli ha chiesto se le tensioni sociali, le manifestazioni di oggi a Milano e i suicidi o tentati suicidi dovuti alla crisi suscitino preoccupazione. Il tema del disagio - ha messo in rilievo il ministro - va oltre le statistiche: non bisogna guardare al numero dei disoccupati, 2-2,2 milioni, ma a tutta l’area del disagio occupazionale. Mettendoci dentro gli occupati, i sospesi dall’occupazione come i cassintegrati, i sottoccupati, mettendo insieme tutte queste componenti arriviamo forse a 5-6 milioni di persone, che rappresentano, insieme ai loro familiari una quota enorme della società italiana".
LA CRESCITA
"Dobbiamo fare di tutto perché questa recessione duri il meno possibile e perché si esca nel corso dell’anno con un segno positivo", continua Passera. "L’impostazione del governo è quella di lavorare su tutte le riforme strutturali che possano aumentare le potenzialità di crescita e sviluppare dinamismo", ha detto.
INFRASTRUTTURE
- Le risorse necessarie al piano infrastrutture "devono venire dalla revisione delle spese,dalla riduzione dell’evasione fiscale e dalla valorizzazione degli attivi pubblici". "Molte riforme - continua Passera - non hanno necessariamente bisogno di soldi. Altre ne hanno bisogno: se vogliamo accelerare il piano infrastrutture, piuttosto che altri, ci vogliono risorse".
MONTI IN ASIA
- Al ministro sembra che il viaggio del presidente del Consiglio Mario Monti in Asia sia "un grande successo, soprattutto dal punto di vista di ricreare interesse per il nostro Paese". L’Italia, ha sottolineato Passera, "è chiaramente un luogo dove si può investire di più e dove negli ultimi anni sono stati attirati troppo pochi investimenti".
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
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Aumenti Bollette: sale ancora il costo per luce e gas
A Pasqua nuovo capitolo della Passione degli Italiani sempre più tartassati con gli aumenti di gas ed energia elettrica.
Fonte: italia-news.it: Da Aprile saremo tutti ancora più poveri. Oltre ai carburanti che sfiorano ormai i due euro e che probabilmente subiranno nuovi aumenti, in attesa della stangata IMU e dell'iva al 23%, aumenteranno anche i servizi base di somministrazione di gas ed energia elettrica.
Le rinnovabili pesano come macigni sulle bollette elettriche, tanto che l’Autorità per l’energia ha deciso di diluire un aumento record, tendente verso il 10%, in due tranche. L’obiettivo, come ha dichiarato il presidente Guido Bortoni, è quello di dare un «segnale chiaro e concreto» alla politica, perchè intervenga su un sistema di incentivazione che, con un peso pari a oltre 10,5 miliardi nel 2012, non è evidentemente sopportabile per le famiglie e per le imprese. L’invito dell’Aeeg arriva proprio in concomitanza con la messa a punto del decreto sul fotovoltaico nel quale, ha preannunciato il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, c’è la volontà di correggere le «storture» del settore.
Tornando alle tariffe, ad aprile scatteranno gli aumenti dell’1,8% per il gas (pari a un aggravio annuo di 22 euro per una famiglia media) e del 5,8% per l’energia elettrica (27 euro di maggiore spesa sempre per una famiglia media). Un rincaro, quello relativo alla luce, già piuttosto sostenuto e che si deve agli aumenti del petrolio, all’andamento della Borsa elettrica per l’emergenza freddo e ai maggiori costi per il mantenimento in equilibrio del sistema. Il problema riguarda, in particolare, la spesa sostenuta per compensare l’intermittenza di alcune fonti rinnovabili (basti pensare al fotovoltaico), che ’pesa' per il 40% sull’aumento del 5,8%.
Ci sono poi gli incentivi alle rinnovabili, che nel 2012 raggiungeranno la cifra di oltre 10,5 miliardi di euro e che vengono pagati proprio in bolletta: un peso diventato sempre più insopportabile per famiglie e imprese. Per questo l’Autorità ha deciso di rinviare a maggio l’aumento relativo proprio all’aggiornamento per gli incentivi diretti (la cosiddetta componente A3): si tratta di un ulteriore aggravio che si stima possa essere di circa il 4%. La sospensione di un mese, ha spiegato il presidente dell’Autorità Guido Bortoni, «potrà servire ai decisori delle politiche energetiche per operare le migliori scelte, con modalità sopportabili per cittadini e imprese».
E mentre Federconsumatori parla di «altro colpo micidiale per la famiglie», è dai ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e dell’Agricoltura che si aspettano i decreti che dovranno ridisegnare il settore: il ministro Passera ha promesso che la volontà è di correggere «le storture» che avevano finora assegnato al fotovoltaico «un livello di incentivazione enormemente più alto rispetto a resto di Europa». A chiedere una revisione è anche l’Enel, secondo cui, come ha rilevato il presidente Paolo Andrea Colombo, «lo sviluppo delle rinnovabili, unito alla stagnazione della domanda, sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendone a rischio la possibilità di rimanere in esercizio». In ogni caso, ha assicurato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, «non ci saranno sorprese» sul fotovoltaico, visto che, «come è noto» ci dovrà essere «una riduzione degli incentivi».Per l'esattezza gli aumenti delle tariffe saranno dell’1,8% per il gas e del 5,8% per l’energia elettrica che tradotto in euro significa mediamente quasi 50 euro di spesa in più per le famiglie all'anno.
E le brutte notizie sono solo provvisorie. In particolare per l'elettricità ci sarà un ulteriore aumento di un altro 4% previsto per Maggio. Tale aumento previsto anch'esso inizialmente per aprile è stato rinviato da un mese dal presidente dell'Autorità per l'energia Guido Bortoni sperando che tale rinvio «potrà servire ai decisori delle politiche energetiche per operare le migliori scelte, con modalità sopportabili per cittadini e imprese».
Nel terzo millennio insomma dipendiamo sempre più e di fatto dallo strapotere del petrolio che incide sull'energia elettrica, sul costo degli alimentari e di tutto ciò che dipende dal trasporto su gomma e nessun governo pensa seriamente di sviluppare piani alternativi ed efficienti di mobilità, piani per energie alternative, e il motore elettrico e all'idrogeno sono già nei musei con la targhetta ideale "invenzioni inutili perché non graditi ai ricchi".
Certo è che per le famiglie italiane non si apre nessuno spiraglio di miglioramento. Ogni mese che passa è un ulteriore passo nel baratro.
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-
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