martedì 17 aprile 2012

Quinto Conto Energia: continua la protesta. A rischio l'occupazione

Associazioni e imprese del settore si preparano alla manifestazione di domani davanti a Montecitorio.

Fonte: greenbiz.it:  Ci sarà anche la Fiom e tutti coloro che temono per le ricadute occupazionali legare all'applicazione del Quinto Conto Energia e dei decreti che cambiano le regole di assegnazione degli incentivi alle energie rinnovabili.

Il varo dei provvedimenti da parte del governo ha innescato una serie di reazioni a catena nel mondo delle associazioni e delle imprese del settore. In entrambi i casi, infatti, il timore di tutti è che questo nuovo cambiamento delle regole del gioco possa scoraggiare gli investimenti, sebbene di fatto il governo scommetta molto sulle energie rinnovabili, e che ne risenta l’intero Paese sul fronte occupazionale.

Il malcontento dilaga e per domani è prevista infatti una manifestazione del comparto davanti a Montecitorio, l’ennesima. Insomma, non c’è modo di convincere il settore della bontà degli intenti del governo e domani ancora una volta scenderanno in piazza ambientalisti, associazioni ed imprese.

Nel frattempo, i decreti (ieri è stata resa nota la versione ufficiale del Quinto Conto Energia) sono passati nelle mani dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas e della Conferenza Stato Regioni, che dovranno esprimere un parere finale.

Ma perché, in concreto, il settore sarà ancora in piazza? Una delle ragioni principali, al di là dei comprensibili pregiudizi, è il timore che l’azione del governo si ripercuota sul fronte occupazionale, considerando che il settore ha generato oltre 100 mila posti di lavoro nuovi di zecca, reggendo saldamente alla crisi economica che ha colpito l’intera Italia. Dall’altro lato poi c’è il problema degli investimenti: quanti hanno deciso già di lasciar perdere i propri progetti a causa del continuo mutamento dello scenario?

Domani, sempre a Roma, sarà anche la volta di una conferenza stampa presso la sede della Fondazione Rubes Triva nella quale si discuterà dei nuovi provvedimenti. Il coordinamento del tavolo di lavoro è formato da ISES Italia e Kyoto Club e sono chiamati a partecipare le associazioni di categoria (al momento quelle aderenti sono oltre 20) e soprattutto gli stessi ministeri, accusati spesso di aver lasciato al di fuori delle discussioni proprio queste organizzazioni, e i rappresentanti delle Regioni.

Occhi puntati, dunque, sugli Stati Stati Generali delle energie Rinnovabili e dell'Efficienza Energetica, mentre anche i metalmeccanici si uniscono alla protesta e la Fiom, con un comunicato ufficiale, chiede un confronto ai ministeri per valutare insieme le ricadute occupazionali delle ultime mosse del governo.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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