Da una parte il fotovoltaico, l'eolico, la geotermia; dall'altra gli impianti tradizionali. In mezzo, il Quinto Conto Energia che dovrebbe intervenire armonizzando la situazione. Perché se è vero che per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, sicurezza e competitività lo sviluppo delle rinnovabili è fondamentale, perché in grado di garantire più indipendenza e crescita della filiera industriale, è anche vero che "gli effetti negativi di una programmazione sbagliata, che ha destinato al fotovoltaico incentivi importanti, sono evidenti", lo dichiara Colombo, presidente dell'Enel, intervenendo alla III Conferenza Diritto Energia 2012 del Gse.
"Se al 2011 sono stati 6 miliardi gli incentivi al settore, fino al 2030 si stima che il loro costo potrebbe arrivare a 130 miliardi di euro", aggiunge Colombo. A questo si aggiunge che "nel 2010 il 50% dei pannelli è arrivato dalla Cina e il 30% da filiali italiane di imprese straniere, questo significa che lo sviluppo della tecnologia non è stato accompagnato dallo sviluppo dell'impresa". Quello che serve è, dunque, una maggiore "razionalizzazione" da parte del Governo: "ci aspettiamo un'adeguata ridefinizione dei meccanismi incentivanti", spiega Colombo, auspicando anche interventi di conservazione del parco rinnovabili, misure atte a favorire lo sviluppo della biomassa, investimenti in tecnologia e ricerca, sostegno alla mobilità elettrica.
Insomma quello che serve è un "nuovo piano energetico nazionale che definisca strategie di lungo periodo garantendo così più competitività e indipendenza", spiega il presidente dell'Enel. Anche secondo Fulvio Conti, amministratore delegato dell'Enel, "è doveroso correggere le forme di incentivi per le fonti rinnovabili" e calibrare meglio i sussidi in base anche all'avanzamento tecnologico delle varie fonti nel prossimo decreto allo studio del governo nazionale". Una posizione chiara, quella dell'Enel, che sottolinea come siano stati "raggiunti i limiti del 20 20 20 grazie ad una politica di sussidi particolarmente generosa", dice Conti, sottolineando "che si possano calibrare meglio gli stessi nel decreto prossimo venturo per dare impulso ad altre filiere e che si possano sviluppare proprio come quella del fotovoltaico".
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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