venerdì 13 aprile 2012

L'associazione ANEV a Passera: danni all'eolico con i decreti sulle rinnovabili


Fonte: greenstyle.it:   Allarme eolico in seguito alla diffusione delle prime notizie sulla bozza dei nuovi incentivi alle energie rinnovabili elettriche, fotovoltaico escluso. Se il sole non batte più a causa del Quinto Conto Energia, infatti, anche il vento non tira più forte come prima a causa del paventato rinvio del pagamento dei Certificati Verdi da parte dello Stato ai produttori di energia eolica.

Già, perché tra i tanti tagli e cambiamenti previsti dalla bozza c’è anche un forte allungamento dei tempi per il ritiro da parte del GSE dei Certificati Verdi afferenti la produzione dell’anno 2011. E l’Associazione Nazionale Energia dal Vento (ANEV) guidata da Simone Togni insorge lanciando addirittura l’allarme default per oltre tre quarti degli impianti eolici già attivi.

Il problema, spiega Togni, è che questi impianti vengono quasi sempre costruiti con il project financing. Cioè con soldi in prestito, che vengono restituiti a rate ogni volta che arriva il pagamento dell’energia venduta da parte del GSE.
Ma la prossima scadenza è vicinissima, a Giugno, e se i soldi non arrivano saltano anche le rate. Spiega Togni, in una lettera di protesta inviata al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera:

Il ritardato pagamento dei Certificati Verdi, ove confermato, si configurerebbe di fatto come una insolvenza dello Stato debitore nei confronti degli imprenditori creditori, e comporterebbe evidenti problematiche di carattere finanziario e, in particolare, rischierebbe di determinare un grave pregiudizio in capo alle numerose iniziative finanziate attraverso project finance (circa l’85%), a causa della mancanza della cassa necessaria a fare fronte al pagamento della rata di rimborso di giugno dei project finance medesimi.

Probabilmente, a dire il vero, le aziende titolari di questi impianti eolici i soldi in cassa ce li hanno visto che l’energia eolica fino ad oggi è stata ben pagata. E potrebbero quindi anticipare le rate per qualche mese. Il problema, però, è che non si possono cambiare le regole quando il gioco è già iniziato: chi fa un investimento deve sapere se e come può ripagarlo, altrimenti si blocca tutto.

Togni, poi, ricorda a Passera che l’eolico ha già ricevuto parecchie batoste negli ultimi mesi e il ritardo nel ritiro dei Certificati Verdi sarebbe solo l’ultima di una lunga serie:

Gli operatori eolici già hanno subito tagli retroattivi con il D. Lgs. 28/2011 nel livello degli incentivi (- 22%), e con la manovra di agosto la Robin Tax (- 10,5% degli utili) e vedono inoltre all’orizzonte ulteriori interventi come l’introduzione ex novo di una “tassa” da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas per la non programmabilità del vento (sic !), e un’altra gabella pari a 2 €/MWh per il funzionamento del GSE.

La tassa sulla non programmabilità del vento, in effetti, fa quasi ridere: sarebbe come tassare gli asili perché sono frequentati dai bambini. Anche per questo ANEV si prepara a scendere in piazza il 18 aprile con le altre associazioni in difesa delle sempre più martoriate energie rinnovabili.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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