lunedì 9 aprile 2012

Gli incentivi non pesano sulla bolletta

l'Onda Energetica di Marco Sotgiu

In questi ultimi giorni si è sollevata la grande  voce di chi pensa che gli incentivi siano una risorsa e non un peso sulla bolletta degli italiani. Le Associazioni ambientaliste e per le energie rinnovabili e una parte del mondo politico hanno detto chiaramente quali sono le voci che appesantiscono la bolletta.
Da un rapporto di Legambiente, la bolletta media, ammonta a 494 euro l’anno (contratto in fascia protetta da 3kW, dati 2011), dei quali ben 294 (il 59,5% del totale) vanno a tutte le centrali escluse le nuove energie rinnovabili, ovvero quelle che ricevono incentivi statali diretti. Si tratta, per il 90%, di impianti a metano, petrolio e a carbone. Altri 69 euro all’anno, pari al 14% della bolletta, servono invece per coprire i costi legati a distribuzione, gestione degli elettrodotti e misurazioni:
Le tasse e l’IVA – prosegue l’associazione ambientalista – si prendono altri 67 euro l’anno, pari al 13,5% della bolletta, col paradosso che paghiamo l’Imposta di Valore Aggiunto, che è una tassa su beni e servizi, anche sugli incentivi, che non sono né beni né servizi.
La quota successiva è rappresentata dagli Oneri generali di sistema, che il Cigno giudica una vera e propria “voce matrioska”: 64 euro in totale che comprendono 48 euro (10% della bolletta) per finanziare gli incentivi a fotovoltaico, eolico e biomasse, 10 euro all’anno (circa il 2% sul totale) per il cosiddetto CIP6, che finanzia le fonti “assimilate alle rinnovabili”. Una definizione ingannevole, secondo Legambiente, visto che si tratta soprattutto di raffinerie, inceneritori, acciaierie e impianti a carbone.

Di recente  il ministro per l’Ambiente Corrado Clini ha affermato che non si possono sempre sottolineare i costi delle energie rinnovabili e “ignorare i vantaggi in termini di aumento dell’occupazione, incremento del prodotto interno lordo, aumento del gettito fiscale e diminuzione del picco diurno della domanda”.

Insomma tutto questo ci fa capire che ci sono persone interessate a screditare il fotovoltaico e che hanno fatto una campagna mediatica contro il fotovoltaico, cercando di convincere gli italiani che gli incentivi al fotovoltaico creano aumenti pesantissimi sulla bolletta.

A questo proposito, è uscito in questi giorni un disegno di legge che punta ad alleggerire la bolletta degli italiani, senza penalizzare le energie rinnovabili.
È firmato da due senatori del Partito Democratico che mettono in luce come i 4 miliardi di costi nelle nostre bollette energetiche riguardino voci che non hanno assolutamente a che fare con le energie rinnovabili.
Stiamo pagando, ad esempio, per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i sussidi alle acciaierie, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie. Costi che andrebbero tolti al più presto dalle bollette. Anche il ministro è d’accordo: le bollette vanno ripulite dal Cip6 e dagli sconti concessi alle grandi aziende energivore.
Il disegno di legge punta inoltre ad eliminare l’Iva dall’incentivazione alle rinnovabili: non si tratta infatti di un acquisto di beni o servizi, ma di un meccanismo incentivante. 

Gli italiani hanno già espresso la loro posizione a favore delle energie rinnovabili, che possono migliorare la qualità della vita e dell'ambiente ( riduzione delle emissioni di anidride carbonica, calcolata in 83 milioni di tonnellate al 2030).
Vi invito ad unirvi alla manifestazione che il settore delle rinnovabili sta organizzando e si prepara a scendere in piazza il 18 aprile a Roma, in piazza Montecitorio, per manifestare contro la possibilità dei tagli agli incentivi auspicata dalla bozza del quinto Conto Energia

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