Fonte: bresciaoggi.it: Negli ultimi cinque anni nessuno ha fatto meglio dell'Italia in quanto a crescita in energie rinnovabili, raggiungendo la leadership mondiale per i livelli di investimenti in proporzione alla sua economia. A contraddistinguere così l'impegno del nostro Paese nelle energie rinnovabili è una ricerca di «The pew charitable trusts» proprio all'indomani della presentazione dei nuovi decreti sulle energie rinnovabili e delle polemiche sollevate, specie dagli incentivi al fotovoltaico che comunque, garantisce il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, «non uccide gli investimenti in corso». Secondo lo studio l'Italia sarebbe oggi quarta nella classifica dei Paesi G-20 per gli investimenti in energia rinnovabili, prima nel tasso di crescita su cinque anni, prima nell'intensità degli investimenti, sesta nella capacità di energie rinnovabili installate (28 Gigawatt). Inoltre si afferma che «l'Italia è il primo Paese ad aver raggiunto la "grid parity"». L'aumento complessivo degli investimenti, secondo il report, sarebbe stato del 38,4% pari a 28 miliardi di dollari americani.
Per il ministro Clini in ogni caso «il passaggio dal Quarto al Quinto Conto energia (incentivi al fotovoltaico) assicura gli investimenti avviati, in modo che lo scalino sia tale da non uccidere quelli in corso». Anche per il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, «non si cancellano i diritti acquisiti» dal momento che le «misure non sono retroattive». Secondo il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, «abbiamo voltato pagina chiudendo una fase di incentivazione indiscriminata e sovradimensionata». Un discorso più ampio lo fa però Clini che parla delle energie rinnovabili come delle «prime vere liberalizzazioni» ed esclude che a pesare sulla bolletta siano gli incentivi alle energie rinnovabili. I decreti non convincono però il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, secondo cui in questo modo avremo «scarsità energetica»; mentre per l'ex sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, i decreti porterebbero «un appesantimento burocratico».
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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