domenica 15 aprile 2012

Decreto rinnovabili: taglio del 35% per gli impianti fotovoltaico


Fonte: ilsole24ore.com:   Il Governo chiude il cerchio sulle energie rinnovabili ridisegnando il sistema degli incentivi statali nel segno di un efficientamento dei costi e di un allineamento ai livelli europei. Una filosofia che, nei due schemi di decreti attuativi varati ieri dal ministero dello Sviluppo, di concerto con Ambiente e Politiche agricole, si traduce in un incremento, a regime, di 3 miliardi di euro l'anno per gli aiuti destinati alle energie rinnovabili.

Dai 9 miliardi attuali si passerà dunque a 12 miliardi con un impegno complessivo, nei 15-20 anni di durata degli incentivi statali, di ulteriori 60 miliardi che vanno ad aggiungersi agli attuali 170 miliardi di euro di costo cumulativo delle energie rinnovabili da qui alla scadenza degli ultimi aiuti. Se il quadro delineato dal precedente esecutivo non fosse stato modificato, l'incremento sarebbe stato invece di 6 miliardi di euro. 

Il contenimento, secondo la stima elaborata dai tecnici dello Sviluppo, sarà quindi del 35% per gli impianti fotovoltaici e del 10-15% per le altre energie rinnovabili (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). «Se avessimo tagliato oltre quello che è stato fatto – ha spiegato ieri il ministro Corrado Passera – si sarebbe oggettivamente prodotto un netto svantaggio per l'economia». L'intervento di razionalizzazione, ha chiarito quindi il titolare dell'Ambiente, Corrado Clini, «non modifica solo la struttura dei costi ma cambia anche quella dell'offerta di elettricità privilegiando forme di generazione che puntano a un sistema distribuito». L'obiettivo dell'esecutivo, però, è anche un altro. «Vogliamo valorizzare – ha precisato Mario Catania, ministro dell'Agricoltura – la filiera economica italiana».

Efficientamento delle risorse, quindi, e superamento degli obiettivi Ue al 2020 (dal 26% al 32-35% del consumo nel settore elettrico). Senza gravare troppo sulla bolletta degli italiani. «L'effetto - ha assicurato Passera - sarà molto graduale». E, attraverso gli schemi di decreti attuativi – ora all'esame della Conferenza Stato-Regioni e dell'Autorità dell'energia (ci vorrà un mese, spiegano i tecnici del Mse, per chiudere) – si dovrebbe ottenere una riduzione di spesa di 3 miliardi di euro l'anno rispetto al costo inerziale derivante dal precedente regime. Per il settore del non fotovoltaico, il quadro delineato ieri – che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013 – fissa una crescita degli incentivi fino a 5,5 miliardi di euro l'anno (rispetto agli attuali 3,5 miliardi) e la successiva stabilizzazione entro il 2020. Sono poi previsti precisi meccanismi per contingentare la potenza annua installata: un sistema di aste competitive per gli impianti superiori ai 5MW (20MW per idro e geo), registri di prenotazione per gli impianti compresi tra 50-5mila kW e accesso libero alle tariffe incentivanti per quelli al di sotto....continua a leggere

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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