Per IFI il Quinto conto energia significherebbe la perdita di 1500 posti di lavoro.
Rinunciare alle energie rinnovabili significherebbe penalizzare fortemente lo sviluppo dell'Italia.
Ne è convinto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini che in un'intervista telefonica su Rai Radio2 mostra di non condividere la posizione di chi chiede di sospendere gli investimenti nel settore delle energie verdi.
“Anche in tempi di crisi bisogna saper guardare al futuro” dice Clini, evidenziando come le energie alternative “non fanno solo bene all'ambiente, ma anche all'economia”. Il ministro ha snocciolato alcuni dati: “gli investimenti globali in questo campo, tra il 2008 e il 2011, hanno toccato la quota record di 260 miliardi di dollari, con un aumento del 58% ed i paesi che hanno fatto da volano sono, a parte gli Stati Uniti, le economie emergenti: in primo luogo Cina, Brasile e India”. Quanto al Conto Energia il Ministro a confermato l'intenzione di rivedere le tariffe: “stiamo lavorando per ricondurre l'incentivo al prezzo reale degli impianti” che è sceso notevolmente “solo i pannelli fotovoltaici sono diminuiti da 3 a 5 volte in 5 anni.
PD: potenziare e non penalizzare le rinnovabili.
La dichiarazione del ministro dell'Ambiente arriva mentre il Governo sta preparando i decreti per la revisione degli incentivi alle rinnovabili elettriche e per il Quinto Conto Energia fotovoltaico.
Nel dibattito in corso sui costi e benefici delle rinnovabili è intervenuto anche il capogruppo del PD alla Camera, Dario Franceschini. “Le energie rinnovabili in Italia sono in grande crescita e costituiscono un'eccellenza del sistema industriale del Paese. E' opportuno quindi, nella rivisitazione degli incentivi da parte del Governo, non solo sottolineare i costi delle rinnovabili ma anche esaltarne i vantaggi”, ha detto Franceschini.
Nel dibattito in corso sui costi e benefici delle rinnovabili è intervenuto anche il capogruppo del PD alla Camera, Dario Franceschini. “Le energie rinnovabili in Italia sono in grande crescita e costituiscono un'eccellenza del sistema industriale del Paese. E' opportuno quindi, nella rivisitazione degli incentivi da parte del Governo, non solo sottolineare i costi delle rinnovabili ma anche esaltarne i vantaggi”, ha detto Franceschini.
Secondo l'esponente PD “l'Italia, soprattutto in questo momento di crisi, deve sempre di più puntare sulle proprie potenzialità e il mondo delle rinnovabili costituisce un'eccellenza da difendere. Innovazione tecnologica, ricerca, ricadute occupazionali e sviluppo di piccole e medie imprese sono il vero core business del Paese. Le rinnovabili quindi vanno potenziate non penalizzate”. Secondo Franceschini “se è giusto razionalizzare gli incentivi accompagnando il loro pieno ingresso nel mercato, sarebbe gravissimo ferire un settore che può rappresentare una delle strade principali per affrontare la crisi”.
Comitato IFI: a rischio 1500 posti di lavoro.
Nel frattempo però l'incertezza normativa legata alle indiscrezioni sul Quinto Conto Energia sta avendo ripercussioni negativa sul mercato del fotovoltaico. A lanciare l'allarme è il Comitato IFI, che riunisce diverse imprese italiane attive nel fotovoltaico con impianti produttivi in Italia che danno lavoro a centinaia di addetti. “Gli ordinativi sono stati bloccati – spiega il presidente di IFI Alessandro Cremonesi - e oltre 1500 posti di lavoro sono a rischio già dalle prossime settimane. La situazione è più grave di quanto si possa immaginare: la maggior parte dei nostri associati ha già iniziato a chiamare la cassa integrazione per preservare le proprie imprese da conseguenze che andranno peggiorando se continuerà questa situazione di incertezza normativa”.
Cremonesi paventa il rischio di uno smantellamento dell’industria nazionale del fotovoltaico a causa dei tagli agli incentivi previsti nel Quinto Conto Energia, e mai smentiti dal Governo. “Il dibattito in corso rivolto principalmente al caro-bolletta o alle speculazioni imputate al settore fotovoltaico – dichiara il presidente IFI - distoglie l’attenzione dalla situazione reale e dal grave momento che l’industria nazionale sta vivendo. In assenza di provvedimenti immediati e mirati alla salvaguardia della competitività italiana ed europea nei confronti di quella cinese non avremo più un’industria nazionale e verranno lasciati a casa non solo i nostri lavoratori ma gli oltre 100.000 addetti dell’indotto e dell’attività di realizzazione di impianti fotovoltaici”.
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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