giovedì 5 aprile 2012

Quinto Conto Energia: preoccupazione per i tagli agli incentivi

Ormai ci siamo. Il Quinto Conto Energia è praticamente confezionato. Si attende la voce ufficiale del governo, che intanto ha incontrato i rappresentanti di imprese e associazioni del settore. E pare proprio che l’ultima bozza circolata fosse molto simile a quello che sarà il documento finale.

Privilegiati gli impianti di piccola taglia, istituito un registro per quelli di potenza uguale o superiore ai 3 KW tenuto dal Gse, un occhio di riguardo per gli impianti sorti in aree particolarmente disagiate: sono questi alcuni dei dettagli che finirebbero – o così pare – per costituire il nuovo Conto Energia, che regolerà il meccanismo di incentivazione al fotovoltaico. Come abbiamo già riportato, infatti, l’ultima bozza circolata online sarebbe un testo pressoché definitivo, sebbene si attendano notizie ufficiali da fonti governative.

Ma, al di là dei contenuti del provvedimento, che comunque destano la preoccupazione degli esponenti del settore(imprese e associazioni), la polemica si è via via allargata a macchia d’olio e ha tirato in ballo una realtà della quale si è sempre parlato parecchio.

Da un lato, infatti, il settore è preoccupato per i tagli netti che gli incentivi al fotovoltaico subiranno, ma questo era stato anticipato più volte dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che vedeva quegli incentivi come sproporzionati; dall’altro lato, si continua in queste ore a ribadire che la causa degli importi troppo alti delle bollette degli italiani non sono affatto connessi alle sole rinnovabili. E’ vero che una delle componenti che compongono il costo finale a carico del consumatore fa riferimento al finanziamento delle energie pulite da parte dello stato, ma ce ne sono molte altre che con l’energia non hanno nulla a che fare, senza contare il denaro speso per il nucleare, una fonte che gli italiani hanno sonoramente bocciato nel corso del recente referendum.

E’ su tutte quelle componenti che occorre agire, come evidenziato anche da un disegno di legge presentato dai senatori del Pd Della Seta e Ferrante.

In ogni caso, il malumore dilaga e a spaventare di più sono le ripercussioni dei tagli agli incentivi sul fronte occupazionale, dovuta alla compromissione del lavoro degli imprenditori del settore che si troveranno alle prese con costi insostenibili, in un comparto che peraltro ha retto a testa alta alla crisi e quindi andrebbe premiato. Per renderci ancora una volta conto dell’importanza del fotovoltaico in Italia, ricordiamo quanto contenuto nel dossier che i Verdi hanno diffuso durante la manifestazione a Roma di lunedì: “Nel 2011 ha impiegato oltre 63.000 addetti (130.000 tutte le rinnovabili) che potrebbero diventare 150.000 (265.000 tutte le rinnovabili) nel 2020 se si mettesse mano agli incentivi con gradualità”.

-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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