Fonte: greenbiz.it: Il dibattito attorno a quello che sarà il Quinto Conto Energia è entrato nel vivo e sempre più spesso il ministro dell’Ambiente Corrado Clini interviene precisandone gli obiettivi. Ma non tutti sono d’accordo.
Dopo le varie smentite relative alle bozze circolate, ora sappiamo che il Quinto Conto Energia è ancora nelle mani degli esperti e dei tecnici di governo che lo stanno mettendo a punto. Intanto, però, la preoccupazione del settore è cresciuta e il ministro Clini ha dovuto ribadire più volte le finalità ultime dell’esecutivo e del provvedimento che andrà a regolare nuovamente il meccanismo di attribuzione degli incentivi al fotovoltaico.
"La revisione degli incentivi deve assicurare il futuro del fotovoltaico nel nostro paese e più in generale dell'energia solare, perché è uno dei settori di punta dell'innovazione tecnologica a livello globale e uno dei settori cui stanno puntano moltissimo paesi come la Cina, gli Stati Uniti, la Corea e alcuni paesi europei come la Germania, perché si sta andando verso un'evoluzione tecnologica che dovrebbe portare nell'arco di pochi anni ad un aumento dell'efficienza dei moduli fotovoltaici – ha affermato Clini - la promozione del fotovoltaico integrato con l'efficienza energetica nelle aree urbane è una componente del progetto nazionale per le smart cities e la diffusione della produzione distribuita di energia ad alta efficienza e basso impatto ambientale".
E, infatti, il nuovo Conto Energia punterà a privilegiare l’innovazione, l’efficienza e una nuova idea di rinnovamento urbano, tutte leve che permettono a Clini di riscuotere un certo favore da parte dell’opinione pubblica.
E’ tornato a parlare con una nota anche Valerio Natalizia, presidente di GIFI-ANIE, che si era mostrato molto seccato per via delle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, che hanno scosso il settore senza tuttavia dare le certezze che da sempre auspica. La nota inizia ribadendo che “nel solo 2011 la spesa per i combustibili fossili è stata di 60 miliardi di euro, e questo è un costo che si ripete ogni anno. Il fotovoltaico con soli 7 miliardi di euro all’anno può soddisfare almeno il 10% della domanda elettrica nazionale grazie ad una fonte di energia pulita, non onerosa e che non abbiamo bisogno di importare”.
Da questi dati scaturisce la riflessione di Natalizia: “La campagna mediatica sui costi del fotovoltaico è strumentale e di parte. Ha ragione il ministro Corrado Clini: non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorarne i vantaggi – ha dichiarato il presidente - Nel solo 2011 il settore fotovoltaico ha generato 40 miliardi di euro di investimenti, per lo più privati, mentre il gettito IVA ha raggiunto i 4 miliardi. Negli ultimi 5 anni il fotovoltaico ha creato 100 mila posti di lavoro dei quali 20 mila addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni”.
E Natalizia ha poi aggiunto: “La poca flessibilità degli impianti di produzione centralizzata è il vero limite allo sviluppo e all’innovazione del sistema elettrico italiano. L’obiettivo delle maggiori economie mondiali è la decarbonizzazione degli approvvigionamenti energetici. Solo promuovendo nuove tecnologie energetiche e infrastrutture di rete innovative si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitività ed indipendenza energetica dalle instabilità geopolitiche”.
Natalizia si dichiara comunque d’accordo con Clini per quanto riguarda la necessità di “ripulire le bollette elettriche da oneri impropri”, che però non c’entrano con le rinnovabili bensì con i costi sostenuti dagli italiani per pagare per le fonti assimilate, il nucleare e gli sconti concessi a industrie come le acciaierie. “Questi oneri non generano ne innovazione e tantomeno competitività”, ha concluso Natalizia.
Non sono meno battagliere le altre associazioni del settore. Ieri a piazza Montecitorio, a Roma, è andata in scena la protesta di Azione Energia Solare, Ecologisti, Civici e Verdi, che sono scesi in piazza contro "l'attacco alle rinnovabili", un attacco che “non si ferma nemmeno di fronte alla possibilità di provocare una catastrofe occupazionale. Sono oltre 130mila, infatti, i posti di lavoro qualificati nelle rinnovabili messi a rischio dai decreti del Governo, scritti con la 'consulenza' dei grandi gruppi energetici. Difendere le rinnovabili ora significa difendere il futuro. Un futuro fatto di lavoro, sviluppo, ambiente sano e democrazia energetica", dicono le associazioni.
-Innova Energie Rinnovabili, Cagliari-

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