Per gli agricoltori gli ncentivi troppo sbilanciati sul fotovoltaico, occorre promuovere i piccoli e medi impianti a biomasse e biogas a filiera corta. Il 2012 probabilmente porterà ad una nuova disciplina per il fotovoltaico agricolo. Ministro dell'agricoltura Mario Catania (foto) sembra accogliere le istanze provenienti dal comparto degli agricoltori e ha annunciato l'apertura di un tavolo di confronto con i ministri passera e Clini sugli incentivi alle agroenergie. Il Ministro Catania parte dall'osservazione che negli ultimi anni oltre 33.000 ettari di terreno coltivabile sono stati sottratti all'agricoltura per essere destinati al fotovoltaico (oltre il 40% nella sola Puglia) e che solo in minima parte gli investitori sono agricoltori. Anzi, gli operatori storici del settore sarebbero stati forzati all'inattività a causa dell'aumento dei fitti dei terreni agricoli che avrebbero scoraggiato alcuni dal proseguire le coltivazioni, altri dal non essere più in grado di sostenere gli investimenti per nuove culture.
Le proposte della Confederazione italiana agricoltori
Il tema è da diverso tempo denunciato dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia), in un documento inviato dal presidente nazionale Giuseppe Politi ai ministri Catania, Clini e Passera.
Nel documento, contenente proposte per la definizione dei contenuti del decreto attuativo ex Dlgs 28/2011 art. 24, si ricorda che il mondo agricolo "ha dimostrato interesse, capacità e prontezza nel saper cogliere le opportunità di integrazione e realizzazione di nuove forme di reddito aggiuntivo, rispetto alla primaria vocazione di produrre per il sistema agroalimentare, attraverso altre attività connesse, come l'agriturismo e la produzione di energia rinnovabile non solo per l'auto consumo ma anche per il mercato energetico".
Correggere le distorsioni del sistema incentivante
L'attuale sistema di tariffe incentivanti ha consentito - ricorda Politi - l'avvio del settore agro-energetico per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. "E' necessario ora, in questa nuova fase, apportare le opportune correzioni per superare le distorsioni che si sono verificate in alcune specifiche aree del paese. In modo particolare occorre intervenire affinché siano disincentivati gli investimenti esterni al mondo agricolo senza alcuna connessione con il patrimonio forestale e agricolo nazionale".
Puntare su biomasse e biogas a filiera corta
Secondo la Confederazione italiana agricoltori, è necessario "promuovere impianti di piccola e media taglia che utilizzano le biomasse solide, le biomasse metanigene e i bioliquidi sostenibili di origine locale, valorizzando il ruolo delle imprese agricole, le intese di filiera e i contratti quadro".
Incentivi più alti per gli impianti più piccoli
La Cia auspica quindi che i sistemi incentivanti definiti con queste finalità possano essere suddivisi in classi di premialità decrescente per intervalli di potenza crescente, fino a 1 MWe. Ovvero che alle classi di impianti di minore potenza siano assegnati i maggiori incentivi. Oltre la potenza di 1 MWe la Confederazione confida che i valori tariffari esprimano una sensibile riduzione. "Allo scopo di assicurare un utilizzo armonico delle risorse e delle produzioni del territorio è indispensabile - sottolinea il documento - valorizzare le biomasse agricole, privilegiando i residui aziendali e i sottoprodotti, con una approccio di integrazione e non di competizione. Riteniamo che una suddivisione netta nella categoria delle produzioni dedicate, dei residui e dei sottoprodotti non sia consona rispetto alla natura multifunzionale delle imprese agricole".
Prendere a modello la normativa tedesca
Secondo Politi occorre "perseguire regole chiare, definite e applicabili, come dimostra anche la più recente riforma dei meccanismi incentivanti per l'energia elettrica da biomasse approvata in Germania, attraverso la promozione della integrazione regolata tra le diverse matrici agricole, forestali, agroindustriali da destinare alla produzione energetica". Nei criteri per definire i rapporti di integrazione la Cia auspica che venga presa a modello la normativa tedesca che esprime una modalità più facilmente monitorabile e verificabile. "Attraverso un sistema di incentivi congruo e coerente con i principi qui espressi è necessario definire - puntualizza Politi - meccanismi premianti che promuovano l'efficienza energetica, ambientale, tecnologia e agronomica degli impianti, per stimolare e sostenere la riduzione delle superfici di colture dedicate, l'aumento dell'energia prodotta per unità di matrici utilizzate, una maggiore efficienza nell'utilizzo sostenibile dei terreni agricoli e delle superfici forestali".
La Confederazione teme che "una detrazione forfetaria per i consumi ausiliari, con valori a nostro avviso eccessivi e non riscontrabili nella normale gestione degli impianti, penalizzi in modo ingiustificato gli impianti stessi".
Riduzione graduale degli incentivi
"Pur condividendo il principio della progressiva riduzione degli incentivi per gli impianti realizzati nel corso dei prossimi anni - conclude la Cia - sollecitiamo sia considerata la possibilità di una riduzione graduale in modo da contenere l'impatto del passaggio dall'attuale al nuovo sistema".
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