Fonte: sassarinotizie.com
SASSARI. Arriva a un punto di svolta l'indagine sulla cosiddetta P3. La procura della Repubblica di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di venti persone al termine di un complesso lavoro di indagine. Molto chiara l'ipotesi di reato: secondo i magistrati, tra il 2009 e il 2010 si sarebbe formata tra la Sardegna e la Penisola una rete clandestina di imprenditori, politici e funzionari; una vera e propria associazione segreta "caratterizzata dalla segretezza degli scopi, dell'attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale". Tra gli obiettivi principali della "cricca", il tentativo di accaparrarsi affari per milioni di euro in Sardegna legati al business dell'energia eolica. Ora spetterà a un giudice fissare la data d'avvio di una udienza preliminare al termine della quale si dovrà decidere se rinviare a processo oppure prosciogliere gli imputati, tra i quali ci sono personaggi eccellenti come l'ex senatore Marcello Dell'Utri, il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e l'uomo d'affari Flavio Carboni.
Ma tra le persone rinviate a giudizio c'è anche il governatore Ugo Cappellacci, che non ce l’ha fatta a uscire indenne dal versante legato all'eolico dell'inchiesta. Caduta l’ipotesi di corruzione, il governatore dovrà rispondere della più leggera accusa di abuso d’ufficio. A Cappellacci, in particolare, viene contestata la nomina alla carica di direttore generale dell'Arpas di Ignazio Farris. Secondo l'accusa quella nomina è avvenuta "in assenza di predeterminazione dei criteri oggettivi da seguirsi nella procedura, senza alcuna valutazione di merito comparativo e senza riguardo agli obiettivi della piena efficienza e del buon andamento della pubblica amministrazione, ma sulla base di un provvedimento arbitrario". Il governatore, tuttavia si dice sereno. "Confermo la fiducia nella magistratura - ha dichiarato - unitamente alla certezza di dimostrare l’assoluta correttezza del mio operato, sempre orientato al puntuale rispetto della legge. Le residue perplessità dei pubblici ministeri riguardano esclusivamente le modalità di nomina del presidente dell’Arpas e sono totalmente svincolate da qualsiasi collegamento con altre vicende”.
Per i magistrati della procura di Roma, però, la nomina di Farris è avvenuta "allo scopo di favorire interessi di Carboni, Verdini e Dell'Utri nella realizzazione con modalità illecite di un programma imprenditoriale avente ad oggetto interventi al settore del risanamento ambientale, delle bonifiche e della messa in sicurezza delle aree minerarie dismesse di proprietà pubblica esistenti in Sardegna e la realizzazione di impianti di produzione di energia eolica". Tra i sardi indagati, oltre a Cappellacci, ci sono Ignazio Farris, presunto esecutore dei piani di Carboni nella gestione delle licenze per l'eolico, Pinello Cossu, capo del consorzio che si occupa di bonifiche, Marcello Garau, ex funzionario del Comune di Porto Torres. Ma anche Antonella Pau e Maria Laura Scanu, ritenute prestanomi dell'imprenditore Flavio Carboni.
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