(ANSA) - BRUXELLES - Decidere ora un futuro energetico dell'Ue per il 2050 quasi a zero emissioni di gas serra costerebbe quanto scegliere di non fare assolutamente nulla. La stima e' di una spesa di circa il 14% del Pil dell'Ue del 2050 rispetto al 10,5% del 2005, in entrambe i casi. E' questo uno dei capisaldi della roadmap sul fronte energia presentata oggi a Bruxelles dalla Commissione europea, con l'obiettivo di centrare un target di riduzione di oltre l'80% della CO2 per il 2050. L'Ue conferma cosi' al resto del mondo la sua determinazione nel portare avanti la lotta contro i cambiamenti climatici, in vista di un accordo globale....
''Il settore dell'energia dell'Ue - ha spiegato il commissario Ue all'Energia, Gunther Oettinger - nel 2050 deve essere a zero emissioni: questo punto non viene contestato da nessuno''. Da oggi parte quindi a Bruxelles il dibattito su come arrivare all'obiettivo, ''che si dovra' chiudere al massimo nel 2013/2014, per fissare i target del 2030 e dare piu' sicurezza agli investitori'' ha detto Oettinger. Se gli investimenti fossero rinviati ancora, poi costerebbero molto di piu': la stima dell'Aiea e' che per ogni dollaro non speso in investimenti nel settore energetico, ne serviranno altri 4,3 dopo il 2020 per compensare l'aumento delle emissioni. Secondo la Commissione Ue, la decarbonizzazione del sistema energetico e' ''tecnicamente ed economicamente fattibile'' e qualsiasi sara' il mix di fonti che verra' scelto, fattori critici per il risultato saranno efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Per quanto riguarda il taglio dei consumi, la roadmap di Bruxelles per il 2050 e' ambiziosa: indipendentemente dallo scenario adottato, l'Ue deve ridurre la sua bolletta energetica, da un minimo del 32% ad un massimo del 41%, rispetto ai picchi degli anni 2005/2006. Gas, petrolio, carbone e nucleare sono presenti in tutte le ipotesi considerate da Bruxelles, per dare maggiore flessibilita' agli Stati membri, ma a patto che una buona interconnessione del mercato interno venga rapidamente raggiunta. Secondo la roadmap, le rinnovabili giocheranno un ruolo chiave, toccando almeno quota 55% rispetto ai consumi finali di energia, quindi un +45% rispetto al 10% attuale. Il nucleare potra' fare parte della 'ricetta' dell'Ue, ma in vista di un target vincolante comune ogni Stato membro dovra' dare il suo contributo. ''Se verra' fissato un obiettivo ambizioso e realistico come il 50% di energia da rinnovabili - ha spiegato Oettinger - ciascuno Stato membro dovra' agire di conseguenza.
La discrezione si riduce e si arriva ad una 'europeizzazione' graduale della normativa, anche per il mix energetico''. Due tappe intermedie per il dibattito sono nel 2012: gli esiti degli stress test e il quadro dei risultati raggiunti nell'ambito dell'efficienza energetica. Dopo secondo il commissario Ue ''probabilmente sara' necessario fissare un obiettivo vincolante intermedio per il 2030, prima del 2050''. Soddisfatta Greenpeace: per Andrea Boraschi, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, ''la roadmap dimostra che investire su rinnovabili ed efficienza non comporta costi aggiuntivi rispetto all'uso delle fonti piu' inquinanti''. (ANSA)
''Il settore dell'energia dell'Ue - ha spiegato il commissario Ue all'Energia, Gunther Oettinger - nel 2050 deve essere a zero emissioni: questo punto non viene contestato da nessuno''. Da oggi parte quindi a Bruxelles il dibattito su come arrivare all'obiettivo, ''che si dovra' chiudere al massimo nel 2013/2014, per fissare i target del 2030 e dare piu' sicurezza agli investitori'' ha detto Oettinger. Se gli investimenti fossero rinviati ancora, poi costerebbero molto di piu': la stima dell'Aiea e' che per ogni dollaro non speso in investimenti nel settore energetico, ne serviranno altri 4,3 dopo il 2020 per compensare l'aumento delle emissioni. Secondo la Commissione Ue, la decarbonizzazione del sistema energetico e' ''tecnicamente ed economicamente fattibile'' e qualsiasi sara' il mix di fonti che verra' scelto, fattori critici per il risultato saranno efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Per quanto riguarda il taglio dei consumi, la roadmap di Bruxelles per il 2050 e' ambiziosa: indipendentemente dallo scenario adottato, l'Ue deve ridurre la sua bolletta energetica, da un minimo del 32% ad un massimo del 41%, rispetto ai picchi degli anni 2005/2006. Gas, petrolio, carbone e nucleare sono presenti in tutte le ipotesi considerate da Bruxelles, per dare maggiore flessibilita' agli Stati membri, ma a patto che una buona interconnessione del mercato interno venga rapidamente raggiunta. Secondo la roadmap, le rinnovabili giocheranno un ruolo chiave, toccando almeno quota 55% rispetto ai consumi finali di energia, quindi un +45% rispetto al 10% attuale. Il nucleare potra' fare parte della 'ricetta' dell'Ue, ma in vista di un target vincolante comune ogni Stato membro dovra' dare il suo contributo. ''Se verra' fissato un obiettivo ambizioso e realistico come il 50% di energia da rinnovabili - ha spiegato Oettinger - ciascuno Stato membro dovra' agire di conseguenza.
La discrezione si riduce e si arriva ad una 'europeizzazione' graduale della normativa, anche per il mix energetico''. Due tappe intermedie per il dibattito sono nel 2012: gli esiti degli stress test e il quadro dei risultati raggiunti nell'ambito dell'efficienza energetica. Dopo secondo il commissario Ue ''probabilmente sara' necessario fissare un obiettivo vincolante intermedio per il 2030, prima del 2050''. Soddisfatta Greenpeace: per Andrea Boraschi, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, ''la roadmap dimostra che investire su rinnovabili ed efficienza non comporta costi aggiuntivi rispetto all'uso delle fonti piu' inquinanti''. (ANSA)

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