sabato 24 dicembre 2011

Energia eolica, senza certezze su tariffe e meccanismi è difficile investire

Fonte: liberoquotidiano.it

Roma, 23 dic. (Adnkronos) - Simone Togni , presidente dell'Anev, l'Associazione nazionale dell'energia del vento che riunisce i produttori di energia eolica, chiede da tempo una semplificazione ed una razionalizzazione di un settore che potrebbe essere volano dell'economia ma che resta fortemente handicappato dalle lentezze burocratiche e dagli iter autorizzativi. Sotto accusa, come sempre, la situazione di incertezza sulle tariffe e sui meccanismi incentivanti e il rischio conseguente di un vero e proprio blocco del mercato.
"E' dificile fare degli investimenti - dice all'Adnkronos - quando non si hanno certezze.
Oggi ci troviamo a dover far fronte alle criticità derivanti dall'attuale situazione economica finanziaria, con l?esito che queste tecnologie non solo non vengono sostenute, ma si aggravano le fonti rinnovabili di altre tasse, balzelli e ostacoli di ogni tipo, che comporteranno danni irreparabili, bloccando definitivamente i nuovi investimenti".
Gli attuali dipendenti del settore, secondo uno studio Anev-Uil sono circa 30 mila di cui 9 mila diretti ed in questo momento l'associazione sostiene che sarebbe a rischio la creazione di 35.000 nuovi posti di lavoro; questo perché gli investimenti sono fermi in attesa dei decreti che dovevano essere promulgati a settembre. L'Anev chiede da tempo di riformare gli incentivi armonizzandoli con la durata degli impianti e di consentire al Gse di riacquistare i certificati verdi tutto l?anno senza penalizzare gli operatori, rimandando di un anno l?entrata in vigore delle nuove tariffe.
Per quanto riguarda l?attuale situazione regolatoria per il settore, l?effetto atteso dall?emanazione del D. Lgs. 28/2011 era di una necessaria ulteriore spinta nella direzione dello sviluppo delle rinnovabili per consentire il raggiungimento degli obiettivi al 2020, che il nostro Paese ha assunto volontariamente indicando il 27% della produzione elettrica da fonti rinnovabili come percentuale minima sul consumo da raggiungere.
"Il cambio di governo, prosegue Togni, ha poi rallentato gli iter anche se devo dire, che il ministro dell'Ambiente Clini, che come direttore generale del ministero si è già occupato della materia, ha manifestato una certa sensibilità riguardo alla necessità di fare in fretta procedendo alla emanazione dei decreti attuativi".
Non si può fare un paragone, prosegue Togni, tra la nostra situazione e quella degli altri Paesi europei, basti dire che da noi, solo per fare un esempio, i costi di trasferimento dell'energia, dalla turbina alla rete elettrica sono a carico del produttore mentre per tutti gli altri produttori energia sono a carico della rete".
"A carico del produttore - prosegue poi Togni - c'è anche un onere del 5% sul fatturato, non sull'utile, e per 20 anni a favore del comune su cui insiste l'impianto"; fare quindi paragoni tra noi ed il resto d'Europa è impropronibile. Il nostro Paese, tra l'altro, ha una grande produzione di impianti eolici, superiore a quella assorbita dal territorio nazionale, il nostro export è in tutta l'Europa e nei Paesi emergenti delle economie dell'est europeo.
La tecnologia italiana è all'avanguardia del settore nello studio e nella produzione di nuovi materiali usati nella realizzazione degli impianti di cui curano anche la gestione nel periodo di attività; un settore dinamico che può fare molto per il Paese, per questo bisogna fare in fretta". Oggi, secondo l'Anev, l'energia eolica copre i consumi equivalenti di oltre 11 milioni di persone un dato apparentemente marginale ma che, nelle giuste condizioni, potrebbe raddoppiare. (www.linnova.it 1° nel Fotovoltaico in Sardegna)

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