Il colosso petrolifero britannico lo ha annunciato in una comunicazione interna ai suoi dipendenti in cui spiega che la ristrutturazione societaria relativa alle sue attività nel fotovoltaico non ha prodotto i risultati sperati. Dopo circa 40 anni di presenza nel settore, BP si accinge a dire addio al fotovoltaico: la notizia trapela da una comunicazione interna che il colosso petrolifero britannico ha inviato ai suoi dipendenti in cui spiega che la ristrutturazione societaria relativa alle attività nel fotovoltaico della compagnia non ha prodotto i risultati sperati. La "difficile decisione" di abbandonare il settore, spiega la lettera, è stata determinata dai “profondi cambiamenti avvenuti nell’energia solare a livello mondiale negli ultimi anni”: e BP non è stata capace di generare "i margini necessari" per affrontare le sfide poste dall’evoluzione dei mercati.
BP ha annunciato che nei prossimi mesi saranno adottate le misure necessarie per trasferire le attività del comparto, oggi affidate alla controllata BP Solar: in particolare, saranno vendute le partecipazioni con partner locali in Italia, Spagna, Germania Gran Bretagna e Stati Uniti nei circa 160 MW di progetti sviluppati in totale. Nella lettera BP si rammarica per l'impatto che la sua decisione avrà su circa 100 lavoratori e annuncia misure a sostegno del reimpiego delle risorse coinvolte e l’erogazione di indennità di disoccupazione. Con questa decisione la compagnia petrolifera non chiude però le porte alle fonti rinnovabili: BP ha infatti assicurato che proseguirà il suo impegno nel settore, soprattutto nei biocombustibili e nell'eolico.
Nell'email ai dipendenti che porta in calce la firma dell’amministratore delegato di BP Solar Mike Petrucci si legge che “le continue sfide economiche globali hanno avuto un impatto significativo sull’industria solare, rendendo difficile sostenere ritorni nel lungo periodo per la compagnia". In realtà la decisione di chiudere la sua unità solare, giunge da un percorso avviato da BP negli ultimi anni: all'inizio del 2009, la compagnia ha ridimensionato le sue attività manifatturiere, chiudendo diversi stabilimenti in Spagna. La produzione è stata abbandonata definitivamente lo scorso luglio, quando BP ha deciso di concentrarsi sullo sviluppo di grandi progetti fotovoltaici. La decisione del colosso petrolifero britannico rappresenta, secondo alcuni analisti, una "anomalia": nonostante le difficoltà che il fotovoltaico sta attraversando a livello globale, infatti, il trend va in direzione opposta: solo alcuni mesi fa la francese Total, terza compagnia petrolifera europea, è sbarcata nel settore acquisendo il 60% della statunitense SunPower Corp. Ma si possono citare anche i recenti mega investimenti di MidAmerican Energy del finanziare americano Warren Buffet, o di Google, ultimo in ordine di tempo quello insieme a KKR, annunciato ieri. In generale, secondo Bloomberg New Energy Finance, gli investimenti globali nelle energie rinnovabili, che a fine 2010 ammontavano a 195 miliardi di dollari, saranno più che raddopiati entro i prossimi dieci anni giungendo a 395 miliardi di dollari entro il 2020.
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